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Ottaviano, il trionfo delle idee: il “libro d’arte” degli alunni dell’Istituto Alberghiero “L. de’ Medici”

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I ragazzi dell’Istituto Alberghiero “L. De Medici” “costruiscono” un “libro d’arte” sulla storia e sulle tradizioni di Ottaviano, di Somma e di Terzigno mettendo insieme parti narrate e le immagini di acquerelli, “chine” e disegni realizzati da docenti e alunni. Le opere originali verranno esposte lunedì 29 maggio, presso la sede dell’Istituto Alberghiero, in via Zabatta, in una “giornata” dall’intenso programma.

Nell’età della cultura smaterializzata, mi pare splendida l’idea di “potenziare” il curriculum di un Istituto Alberghiero con l’insegnamento dell’arte: perché la cucina è un’arte, tanto che l’una e l’altra si scambiano parole e metafore, e, soprattutto, perché entrambe salvano, tutelano e potenziano, nel processo di creazione, il ruolo delle mani, delle mani che si incontrano con la materia. In uno dei suoi articoli sui “mastri” medioevali che innalzarono le chiese romaniche John Ruskin scrisse che quegli edifici, costruiti dal pensiero e dalla fatica, erano le preghiere più intense che gli uomini potessero rivolgere a Dio. Il risultato coerente di questo felicissimo ingresso dell’arte nei progetti dell’Istituto Alberghiero “L. de’ Medici”, di cui è Dirigente il prof. Gennaro Pascale, è stato un “libro d’arte”: i ragazzi, guidati dalla prof.ssa Claudia Milone, lo hanno costruito mettendo insieme, anche con l’uso di tecniche di antica tradizione, parti a stampa tipografica e riproduzioni in scala non solo di fotografie, ma anche di acquerelli, chine, “penne” e “matite” realizzati da alunni e docenti. I “soggetti” sono luoghi di Ottaviano, di Somma e di Terzigno: infatti il testo racconta, di questi tre Comuni, aspetti notevoli del patrimonio culturale, le tradizioni del folklore e i valori dell’enogastronomia. E’ intenzione dell’Istituto dedicare, nei prossimi anni, “libri d’arte” anche agli altri Comuni del territorio.
Le opere originali, le fotografie e le copie numerate del libro verranno esposte al pubblico, nella sala convegni dell’Istituto “Luigi de’ Medici”, lunedì 29 maggio: la mostra, curata dalla prof.ssa Milone, sarà il momento significativo di un’intensa “giornata”, il cui programma prevede “un salotto culturale” con l’intervento dei docenti e degli alunni che hanno partecipato al progetto, l’intermezzo della “tammurriata”, l’angolo dei prodotti tipici del territorio vesuviano e il “luogo” del gusto.
Di questa “giornata”, che, per come è strutturata, è parte integrante del progetto, ci ripromettiamo di pubblicare un’analitica descrizione.Perché il “libro d’arte” è un progetto di straordinaria efficacia didattica: esso permette agli allievi di coordinare parola e immagine, storia “alta” e storia “bassa”, il libro “materiale” e i testi immateriali del web, il “video” e l’acquerello, i tasti del computer e la matita, la penna, il pennello.
L’introduzione del volume “costruito” dai ragazzi e dai docenti dell’Istituto “L.de’ Medici” ricorda, giustamente, che il “libro d’arte” accompagna la storia della cultura francese a partire dalla metà del sec.XIX. Mi piace ricordare il “libro d’arte” che proprio John Ruskin dedicò a Ofelia, mettendo insieme i passi dell’“Amleto” e le copie, da lui fatte ad acquerello, di dettagli dei quadri che alla infelice eroina di Shakespeare avevano dedicato E. Delacroix, J. Everett Millais, R. Redgrave e A. Hughes.

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