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Ottaviano, progetto “M.Arte” dell’I.C. “D’Aosta”: si è parlato di Balla, di Dalì,  di Arp e dei titoli mutevoli dei quadri…

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Carmine Cimmino ha cercato di illustrare le radici culturali e alcuni passaggi importanti della pittura del ‘900, in cui, come diceva Saxl, il pensiero tende a non diventare figura. Gli alunni della Scuola Media e del Liceo “A. Diaz” hanno seguito con evidente attenzione l’analisi condotta dal relatore su temi significativi: la “durata” soggettiva del tempo, il linguaggio delle cose, il potere emotivo del colore, la conoscenza come interpretazione.

 

Sabato mattina, nell’auditorium dell’I.C. “A. D’Aosta”, Carmine Cimmino ha illustrato, attraverso l’analisi di alcuni quadri, aspetti importanti della pittura del ‘900. Erano presenti il Dirigente, prof. Michele Montella, allievi e docenti della Scuola ospite e del Liceo Classico “A.Diaz”. La relazione di Cimmino è stata incentrata sull’ esame delle “novità” scientifiche, tecnologiche, filosofiche che innescano la rivoluzione nelle arti figurative del ‘900: prima di tutto, il tramonto definitivo dell’idea che l’occhio sia un fotografo imparziale e fedele della realtà. L’occhio “vede” ciò che il pensiero e la sensibilità gli dicono di vedere. Davanti a una sedia, un vecchio che ha percorso 10 km a piedi, un falegname e un designer non vedono lo stesso oggetto: il designer si concentra sulla forma della sedia, il falegname sulla struttura, il vecchio, stanco, pensa solo a sedersi. I ragazzi facevano cenni d’assenso: avevano compreso il significato e il valore dell’esempio proposto da Carmine Cimmino. Quindi, è diventato più facile per loro seguirlo quando egli ha parlato della “pittura automatica” del Surrealismo e ha analizzato il quadro di René Magritte che si intitola “Questa non è una pipa”, sebbene sulla tela si accampi, disegnata e colorata con precisione, proprio una pipa.

E lo seguono senza difficoltà quando il relatore fa notare che influiscono anche sulla pittura i risultati delle riflessioni condotte dagli studiosi del ‘900 sulla complessa questione del “significato” della parola: una questione con cui gli alunni della Scuola Media si confrontano quando studiano le figure retoriche, e, in particolare, la similitudine e la metafora. Cimmino parla del nuovo “sentimento” del tempo, dell’importanza che il Novecento dà alla “durata” del tempo soggettivo, distinguendo questo dal tempo oggettivo che può essere misurato dall’orologio. “ La Juve sta vincendo a Napoli 1-0, mancano tre minuti al fischio finale dell’arbitro, ma quei tre minuti per i tifosi del Napoli passano troppo velocemente, mentre per i tifosi della Juve quei tre minuti durano un’eternità”. La percezione soggettiva della “durata” del tempo è splendidamente rappresentata da Salvator Dalì nel quadro “La persistenza della memoria”, nella straordinaria immagine degli orologi che si sciolgono come se fossero fatti di formaggio fuso: e Cimmino racconta che a Dalì questa “trovata” era stata suggerita proprio dal formaggio cremoso che aveva mangiato poco prima di mettersi a dipingere.

La fotografia svolge un ruolo determinante nella rivoluzione delle arti figurative del ‘900: l’aveva previsto Cèzanne, e lo dissero chiaramente Lèger e Mondrian: “l’artista del nostro tempo non può più “imitare” la realtà, poiché in questo tipo di esercizio non è in grado di competere con la fotografia; egli deve dedicarsi alla rappresentazione di quelle forme del pensiero e dell’immaginazione, che la fotografia non potrà mai riprodurre.”. Alla tecnica fotografica e ai primi esperimenti cronopittorici di Thomas Eakins si ispira, nel 1912, Giacomo Balla nel quadro “Bambina che corre sul balcone” (vedi foto in appendice).  Balla seziona il movimento della figlia sul balcone in una serie di fotogrammi accostati sulla tela. In questo modo egli suggerisce la natura del movimento come una successione ripetuta della figura. La figura e tutto lo spazio pittorico vengono resi con serie di pennellate di colori puri disposti in ordine geometrico: il personaggio si dissolve, perde consistenza, diventa trasparente, è l’immagine non più di una scena vista, ma di un ricordo e di una emozione.

Se la pittura d’avanguardia del ‘900 è destinata a rappresentare “automaticamente” emozioni e intuizioni, è fatale che in essa il colore occupi quel ruolo centrale che la “figura” ha nella pittura realistico-mimetica: Cimmino illustra le riflessioni di Kandinskij sulla funzione emotiva del rosso e del blu, e cerca di spiegare ai ragazzi che nei capolavori dell’Astrattismo c’è sempre la logica dell’armonia tra i toni dei colori, tra lo “stare” delle macchie cromatiche e il moto dei filamenti. Al Caso, invece, rendono omaggio gli artisti del “Dadaismo”, perché il loro programma è molto semplice: sovvertire la società e il senso comune, annullare ogni regola, in ogni campo. Per comporre l’opera “Secondo la legge del caso” Hans Arp sparge su un foglio alcuni ritagli di carta colorata e li incolla nel punto in cui sono caduti. Con la stessa tecnica fa il “ritratto di TristanTzara” ( v. foto in appendice) usando pezzi di metallo invece che ritagli di carta. A chi gli chiedeva quale fosse il senso di questo “ritratto” Arp rispondeva che se l’opera avesse avuto un senso, non sarebbe più stata un’opera “dada”. Per lo stesso motivo, egli si sentiva autorizzato a cambiare continuamente il titolo delle sue opere. Il nome stesso del movimento, “dada”, non significa nulla. I “dadaisti” vogliono sorprendere e irritare i borghesi benpensanti, perché essi hanno deciso di rappresentare quello spirito di rivolta dei giovani contro il potere e contro la morale corrente che è una caratteristica della storia e della cultura del ‘900.

Alla fine, il relatore ripete che il laboratorio “M.Arte” è una risorsa preziosa per alunni e docenti, è una sfida, è uno strumento capace di aprire orizzonti vasti e luminosi negli spazi dell’educazione linguistica e della percezione delle immagini.. Del resto, per comprendere il valore di queste parole, bastava osservare l’intensità e l’autenticità dell’attenzione che i ragazzi hanno dedicato a tutti i momenti della relazione di Carmine Cimmino.

G. Balla, Bambina che corre sul balcone”.

H. Arp, Ritratto di Tristan Tzara”