Paura del nucleare? Vieni al Garigliano.

Paura del nucleare? Vieni al Garigliano.

SHARE

No Banner to display

L’unica centrale della Campania sarà aperta al pubblico il 6 e 7 maggio. Una iniziativa per spiegare cosa si fa per lo smantellamento.

Non viviamola come un mostro. Una centrale dismessa può essere riconsiderata dalle popolazioni che la tengono in casa. La Sogin, società che gestisce i siti delle ex centrali nucleari, ha lanciato un’altra iniziativa per il 6 e 7 maggio di apertura al pubblico. Ancora un tentativo per persuadere, con la comunicazione, i cittadini contro i rischi per l’ambiente e la salute. Le centrali sono fuori uso da decenni, eppure la parola nucleare spaventa. Qualcosa più di una percezione per i numerosi casi accertati in passato, di patologie e malformazioni umane ed animali. I timori per quanto di nocivo c’è dietro i cancelli del Garigliano, cercheranno di essere ridotti  con l’“Open Gate 2017″. Di che si tratta? Di visite guidate al sito campano e a quelli di Trino Vercellese, Caorso, Latina e  Saluggia. Tutti siti in smantellamento secondo un programma controllato dal Governo, che dopo una serie di rallentamenti sembra aver ripreso la marcia. La Campania e un vasta zona del casertano sono in prima linea nella pianificazione degli interventi di bonifica. Sindaci e comitati non hanno smesso di credere che un giorno il mostro non farà più paura. Ci sono stati ritardi a livello centrale, mentre l’ambiente aspettava di essere riqualificato. Sogin, tuttavia, ha iniziato a selezionare le ditte che dovranno dare vita al decomissioning finale. Entro giovedi 20 aprile è possibile prenotare on line su www.sogin.it gli ultimi posti disponibili per la visita alla zona non controllata della centrale, al confine fra Lazio e Campania. La Sogin dice che l’interesse per la due giorni di visita è alto. Negli altri impianti c’è già il tutto esaurito. Quella del Garigliano è anche una struttura con particolarità costruttive. La voluminosa sfera, visibile da molti chilometri, è quella che racchiude il reattore nucleare. Accanto, l’area dove sono stati interrati i rifiuti radioattivi durante l’esercizio della centrale. In sostanza, il perimetro dal quale sono scaturite paure, incubi e lotte. Durante l’ “Open Gate”, i tecnici racconteranno l’evoluzione di questi siti bocciati da un referendum popolare negli anni ’80, spiegando il loro lavoro per chiudere una pagina controversa della storia energetica ed ambientale italiana. I visitatori avranno l’occasione di conoscere le modalità e le tecnologie adottate nello smantellamento degli impianti  e nella gestione dei rifiuti. I tempi per concludere sono importanti più della visita stessa.

NESSUN COMMENTO

RISPONDI