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Pomigliano, il comune chiude e mette in affitto due scuole: è battaglia politica

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Esplode la polemica sul tema delle scuole pubbliche che il Comune di Pomigliano vuole chiudere per darle in affitto a enti e aziende, profittando del calo degli iscritti e per fare cassa. Ma le opposizioni del Movimento Cinque Stelle annunciano battaglia e polemizzano. « Ormai questi vogliono mettere in gioco il bene pubblico – accusano i pentastellati – l’interesse dei cittadini ». Il Comune quest’anno chiuderà il plesso elementare di via Fiume, che sarà liberato per fare posto ai nuovi uffici della Gori, l’azienda, molto contestata dalle popolazioni locali, che gestisce le forniture idriche di gran parte della provincia di Napoli. Intanto la giunta municipale, retta dal sindaco di centrodestra Raffaele Russo, rispondendo a un’interrogazione dei Cinque Stelle attraverso l’assessore alla pubblica istruzione, Pasquale Sanseverino, ha annunciato in consiglio comunale anche la prossima chiusura di una seconda scuola, la scuola media Falcone, ubicata nel rione della ricostruzione. L’edificio, una volta sgomberato, sarà messo in affitto. « Tra gli altri anche l’inps – ha rivelato Sanseverino nell’assemblea cittadina – ne ha fatto richiesta ». Ma corre voce che nella struttura del rione popolare possa anche essere insediato il collocamento. Secondo i piani del Comune i circa cento alunni della Falcone saranno trasferiti nella vicina scuola elementare Buon Pensiero, una volta però completati qui i lavori di adeguamento finalizzati proprio ad ospitare i nuovi locali da destinare alla scuola media. A quel punto l’edificio della Falcone potrà essere messo in affitto, così come sta già per capitare al plesso elementare di via Fiume, i cui iscritti saranno trasferiti, con la nuova stagione scolastica, in quello di vico Ricci. « Il calo della natalità e quindi degli iscritti – ha spiegato Sanseverino – impone una razionalizzazione del nostro patrimonio pubblico ». Ma Dario De Falco, leader a Pomigliano del Movimento Cinque Stelle, annuncia battaglia. « In conti non tornano affatto – eccepisce De Falco – dicono di fare cassa con l’affitto delle scuole da chiudere ma poi spendono centinaia di migliaia di euro per adeguare quelle che dovranno ospitare gli alunni da trasferire. Inoltre – aggiunge il consigliere comunale d’opposizione – chiudono l’ennesima scuola senza tenere nel conto le esigenze formative, educative, culturali di interi quartieri. Cosa se ne farà il rione della ricostruzione di una sede dell’Inps ? Perché invece non discutere tutti insieme di come riconvertire il patrimonio pubblico nell’interesse reale della cittadinanza ? ».