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Pomigliano: una scuola intitolata a Salvo D’Acquisto

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Storia di un grande eroe della nostra terra.

Venerdi  28 Ottobre la città di Pomigliano d’Arco ha vissuto una giornata storica: la ex-Scuola Frasso (1° Circolo) è stata intitolata a Salvo D’Acquisto. Un evento bellissimo non solo per quanti hanno partecipato, per le autorità, i docenti, l’Arma dei Carabinieri, ma soprattutto per gli alunni che ricorderanno per sempre questo giorno. E’ molto significativo intitolare una scuola ad un eroe, che senza tentennamenti, con coraggio e una grandissima fede, dà la vita per gli altri. Oggi tutti, ma in modo particolare i ragazzi e i giovani, hanno bisogno di punti certi di riferimento, modelli da imitare. E Salvo D’acquisto è uno di questi. Salvo D’Acquisto nacque a Napoli, a Villa Alba, nel rione Antignano. Fu primogenito di cinque figli in una famiglia profondamente cristiana. Frequentò la scuola d’infanzia presso le salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice nel quartiere Vomero e successivamente anche il Liceo Vico. Si arruolò giovanissimo nei Carabinieri come volontario. Partì per la Libia con la 608ª Sezione Carabinieri, presso Tripoli, a pochi mesi dall’inizio della seconda guerra mondiale, il 23 novembre 1940; dopo essere rimasto ferito a una gamba, restò con il suo reparto in zona d’operazioni, sinché non contrasse una febbre malarica. Rientrò poi in Italia per frequentare la Scuola Allievi Sottufficiali Carabinieri di Firenze e diventare sottufficiale. Uscitone appunto col grado di vice brigadiere, fu destinato alla stazione dei Carabinieri di Torrimpietra, oggi frazione del comune di Fiumicino. Dopo il proclama Badoglio, un reparto di truppe tedesche delle SS si era accasermato presso alcune vecchie postazioni precedentemente in uso alla Guardia di Finanza, nelle vicinanze della località Torre di Palidoro, che rientrava nella giurisdizione territoriale della stazione Carabinieri di Torrimpietra. Qui, il 22 settembre, alcuni soldati tedeschi che ispezionavano casse di munizioni abbandonate furono investiti dall’esplosione di una bomba a mano, probabilmente per imperizia nel maneggio degli ordigni. Due dei soldati morirono e altri due rimasero feriti. Il comandante del reparto tedesco attribuì la responsabilità dell’accaduto ad anonimi attentatori locali e richiese la collaborazione dei Carabinieri della locale stazione, temporaneamente comandata da Salvo D’Acquisto per l’assenza del maresciallo comandante: minacciarono la rappresaglia se entro l’alba non fossero stati trovati i colpevoli. La mattina seguente, D’Acquisto, assunte alcune informazioni, provò a ribattere che l’accaduto era da considerarsi un caso fortuito, un incidente privo di autori, ma le SS insistettero sulla loro versione e il 23 settembre furono eseguiti dei rastrellamenti e catturate 22 persone, scelte a caso, fra gli abitanti della zona. Lo stesso D’Acquisto fu forzatamente prelevato dalla caserma, da parte di una squadra armata di SS, e fu condotto nella piazza principale di Palidoro, dove erano stati radunati gli ostaggi. Fu tenuto un sommario “interrogatorio”, nel corso del quale tutti gli ostaggi si dichiararono ovviamente innocenti. Nuovamente richiesto di indicare i nomi dei responsabili, D’Acquisto ribadì che non ve ne potevano essere, perché l’esplosione era stata accidentale, gli ostaggi e gli altri abitanti della zona erano dunque tutti quanti innocenti. Gli ostaggi e D’Acquisto vennero quindi trasferiti fuori dal paese. Agli ostaggi furono fornite delle vanghe e furono costretti a scavare una grande fossa comune nelle vicinanze della Torre di Palidoro, per la ormai prossima loro fucilazione. Le operazioni di scavo si protrassero per alcune ore; quando furono concluse fu chiaro che le SS avrebbero davvero messo in atto la loro terribile minaccia. D’Acquisto fu fucilato all’età di nemmeno 23 anni. Bellissima la testimonianza di Angelo Amadio (l’ultimo che lo vide): “ all’ultimo momento, però, contro ogni nostra aspettativa, fummo tutti rilasciati eccetto il vicebrigadiere D’Acquisto. … Ci eravamo già rassegnati al nostro destino, quando il sottufficiale parlamentò con un ufficiale tedesco a mezzo dell’interprete. Cosa disse il D’Acquisto all’ufficiale in parola non c’è dato di conoscere. Sta di fatto che dopo poco fummo tutti rilasciati: io fui l’ultimo ad allontanarmi da detta località.” Amadio infatti era creduto dai tedeschi un carabiniere e pertanto inizialmente ritennero di trattenerlo per farlo assistere alla esecuzione. Evidentemente, Salvo D’Acquisto si era autoaccusato del presunto attentato, addossandosi la sola responsabilità dell’accaduto e chiese l’immediata liberazione dei rastrellati. Attualmente Salvo è Servo di Dio. La sua figura fu ricordata dal papa Giovanni Paolo II, che in un discorso ai Carabinieri del 26 febbraio 2001 ebbe a dire: “La storia dell’Arma dei Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della santità nell’adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione.”

Fonte foto: rete internet