Quello che i tifosi del Napoli potranno raccontare a figli e nipoti…

Quello che i tifosi del Napoli potranno raccontare a figli e nipoti…

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Antonio Angora, pasticciere di Striano, ha preparato la torta per la festa in onore di Maradona
Antonio Angora, pasticciere di Striano, ha preparato la torta per la festa in onore di Maradona

Anche se lo scudetto è impresa difficile, se non impossibile, questa annata sarà comunque ricordata. Per almeno due motivi (forse tre)

Spesso tra i tifosi del Napoli serpeggia il timore che ai posteri (i figli, i nipoti e in generale chi verrà dopo di noi) non si potrà raccontare di vittorie e trofei. L’era De Laurentiis ha fatto registrare qualche coppa Italia e un Supercoppa di Lega, da ricordare soprattutto perché conquistata contro la Juventus ed in circostanze rocambolesche, dopo rigori infiniti. E tuttavia è sempre poco, considerato il valore dei primati. Per essere chiari: lo scudetto non c’è. Probabilmente non ci sarà neppure quest’anno, anche se i media stanno arrampicandosi per cercare di far credere che gli azzurri e la Roma contendono ancora il primato ad una Juventus che, presumibilmente, passeggerà sul Crotone e segnerà un’ulteriore distanza dalle inseguitrici. Del resto, con la quasi totalità delle squadre di serie A che non hanno obiettivi da perseguire, l’interesse del campionato è destinato a spegnersi gradualmente e la primatista non potrà che trarne vantaggi.

Eppure, anche se non ci saranno  medaglie da appuntarsi al petto, il campionato 2016 – 2017 potrà essere raccontato negli anni a venire dai tifosi del Napoli per almeno due ragioni. Certo, bisognerà sforzarsi per trasmettere ai nipotini il giusto entusiasmo, stuzzicare la loro fantasia ma almeno due circostanze resteranno negli annali. Intanto, lo show di Maradona al San Carlo: non per lo spettacolo in sé, ma per tutto il corollario di nostalgia e affetto che ha scatenato tra i tifosi. Una passione mai sopita, alla quale viene aggiunto un altro tassello: “Quell’anno che Diego tornò a Napoli…”.

Il secondo racconto da fare alle generazioni successive non riguarda un episodio. È una suggestione, un’idea, un’opinione. Ma è anche un dato di fatto, perché ad affermarlo non sono sfegatati fans azzurri, anzi. Si chiamano Arrigo Sacchi, Massimo Ambrosini, Maurizio Pistocchi. Dicono che il Napoli gioca il miglior calcio d’Italia, forse d’Europa. E noi siamo autorizzati a crederci e a trasmetterlo a figli e nipoti: “Lo scudetto non lo vincemmo, ma giocammo alla grande. Eravamo i migliori”. Per il terzo ricordo aspettiamo qualche giorno…

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