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Rifiuti campani a Cinque Stelle.

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Il ritardo sui programmi ambientali scatena l’attacco dei grillini al Governatore  De Luca.

Non saranno le polemiche tra i gruppi politici a bloccare i progetti per l’ambiente del Governatore De Luca. Qualcosa non va, ma non tutto è deciso. E la Terra dei fuochi resta un’emergenza. E’ noto che agli attacchi delle opposizioni, il Presidente De Luca replica a modo suo. Con provvedimenti, azioni politiche, quando può, ma anche con sfottò e sberleffi. I principali destinatari di quest’ultimi sono i rappresentanti del M5S che, a loro volta, non perdono occasione per attaccarlo ed in particolare sui temi dell’ambiente. Sanno di colpirlo nel vivo, di toccarlo su un punto delicato  della sua strategia di rinascita della Campania. I rifiuti, più nello specifico, sono l’arma preferita, il terreno di scontro significativo  per schieramenti ispirati alla tutela e alla salute dei cittadini. Da quando è alla guida della Regione, De Luca ha sfruttato ogni possibilità per dire ai campani che si voltava pagina e che quella sinistra che aveva mal gestito l’immondizia  e le paure per l’inquinamento era da dimenticare. Ha incalzato il governo  per riavere soldi e poteri  che i suoi predecessori  avevano sperperato. Il successo sulla rimozione delle ecoballe  gli è stato largamente riconosciuto. Ma è la gestione complessiva del sistema rifiuti a non andare ancora a genio. E non solo ai Cinque stelle , per i quali il piano di gestione dell’umido – il più delicato – è in un mare di incertezze. Manca una programmazione dell’impiantistica. Ai Comuni che non hanno voluto le strutture di smaltimento, non è stato contestato nulla. Il Consiglio regionale discute poco e  via discorrendo. Se non si brancola nel buio  ci siamo quasi, mentre migliaia di persone perdono fiducia. La consigliera M5S Muscarà, sostenuta dalle preoccupazioni degli abitanti della Terra dei Fuochi,  ha  chiesto ragione di due anni di ritardo. La Regione, si dice, per trattare i rifiuti organici e non degenerare in  nuova emergenza avrebbe potuto rimettere in ordine i vecchi impianti di compostaggio. L’idea dei grillini  era quella, e tutto sommato la si poteva anche prendere in considerazione, verificarla. Nulla di concreto, invece. Il problema vero  è che una politica ambientale concreta in Campania (rifiuti umidi e differenziata inclusi) con dialogo e concertazione, ancora non si vede. I propositi del M5S sono condensati di visioni, è risaputo, ma sono tante le aree della Regione che esigono soluzioni adeguate e oggi di sicuro non dai grillini. La migliore risposta, come altrove accade, sta nell’integrazione fra ambiente, energia, paesaggio, diritti delle comunità, ascolto, come pure aveva detto di voler fare l’amministrazione De Luca. Quando è andata alla guida della Campania ha trovato due strade: l’emergenza e la pianificazione.  La prima è stata intrapresa con risultati apprezzabili. La seconda è stata imboccata in parte, con mezzi lenti  e incertezze sul tragitto. L’accusa M5S di avere idee confuse sull’ambiente , o peggio di non volere affrontare il tema su larga scala, può  essere respinta. A De Luca e ai suoi assessori basterebbe  una rapida rilettura del programma elettorale  per capire che la  Regione più martoriata d’Italia non può essere lenta su  questi argomenti. Si lascia la strada (la seconda di cui sopra) alla propaganda, a  idee da dimostrare  e si tradisce un progetto, una speranza partecipata da milioni di cittadini. A meno che non la si pensi come il professor Massimo Villone che di De Luca dice: non è né di desta, né di sinistra. E’ De Luca.