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S. Sebastiano, la discarica continua.

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Via Panoramica Fellapane, già toccata dal fuoco dell’incendio e dall’acqua delle prime piogge, ora svela il suo inquietante patrimonio di rifiuti.

Gli incendi del luglio scorso hanno messo in luce molte criticità del territorio, un parco nazionale che esiste solo sulla carta, incapace di tutelare il suo patrimonio naturale; amministrazioni che non fanno altro che chiudere entrambi gli occhi su quanto succede sul territorio e cittadini senza scrupoli e cultura che completano il quadro.

Come spesso accade, le fiamme svelano realtà che non ti aspetti e, così come accadde nel 2013, quando un improvviso incendio portò alla luce un’imbarazzante discarica in via Panoramica Fellapane vedi, così il rogo di luglio ci ha drammaticamente mostrato la coscienza sporca di questo paese e dei paesi limitrofi. Bisogna comunque dire che la vegetazione aveva ben nascosto il tutto, custodendo per decine d’anni quei rifiuti, ora carbonizzati ma ancora pericolosi. Temiamo però che quel che si vede ora possa essere solo la punta dell’iceberg di un problema molto più grande e che la colmata che sta a valle del sentiero n°8 del parco nazionale del Vesuvio, quella che poi degrada sul versante ercolanese verso l’Ammendola & Formisano, sia piena di altro pericoloso rifiuto, depositato lì nel corso degli anni.

Che dire a tal riguardo? Che mentre si creava il mito della “Piccola Svizzera” si stava già creando il suo disfacimento? Che nel mentre il comune di San Sebastiano nel 2010 riceveva il premio di comune “riciclone” da una generosissima Legambiente vedi e dalla Leucopetra vedi, questi smaltiva i suoi rifiuti nel parco? Una volta si diceva: ai posteri l’ardua sentenza, oggi i posteri avrebbero tanta voglia di sentenziare poiché hanno avuto in eredità un danno imponderabile e che fa paura solo a pensarci.

L’attuale amministrazione è figlia delle precedenti ma pare che qualcosa a riguardo voglia fare e speriamo che lo faccia presto ma è nostra opinione che se non si affronta in maniera congiunta, con gli altri comuni limitrofi, il Parco, la Regione e la Città Metropolitana, la questione non si sbloccherà e non ci resterà che attendere che la natura prenda ancora una volta il sopravvento e ricopra tutto come ha fatto nei decenni passati.

Articolo del 2013

VIDEO e IMMAGINI del dopo incendio

VIDEO e IMMAGINI delle prime piogge