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San Sebastiano, le falle della casa dell’acqua

Un piccolo cantiere è stato aperto nel parcheggio di via Palmieri, quello per la costruzione della cosiddetta casa dell’acqua. I nostri dubbi sui costi eccessivi rispetto alla sua reale necessità.

Più volte abbiamo lamentato il fatto di come, in un epoca di benessere, dove tutto pare essere a portata di mano, vengano a mancare proprio le cose più essenziali, quelle che una volta erano alla base di una vita civica degna di questo nome. Facciamo riferimento, tra l’altro, alle panchine, al verde pubblico, agli spazi per i giochi dei bambini, i marciapiedi e le fontane pubbliche.

Area di parcheggio in via Palmieri adibita per l'allestimento della Casa dell'acqua
Area di parcheggio in via Palmieri adibita all’allestimento della Casa dell’acqua

Ultimamente però, in apparente controtendenza, si sta diffondendo la moda delle cosiddette case dell’acqua ovvero delle fonti pubbliche di approvvigionamento d’acqua purificata e anche a San Sebastiano al Vesuvio, e alla modica spesa di euro 80.000, non potevamo farci mancare neanche quest’altra grande novità.

Sì, infatti, dopo il “Totem della pace”, non poteva mancare all’ameno paesello anche l’ultima invenzione della politica: la casa dell’acqua! Ora ci si pone una domanda semplice e banale, perché, a parte la discutibile estetica dell’oggetto in questione, dopo anni di martellante propaganda sulla potabilità dell’acqua dei nostri rubinetti, si decide di mettere una fontana a pagamento nel bel mezzo del paese? L’acqua pubblica non era già potabile? Non era già migliore di quella comunemente in vendita nei supermercati? E, a parte il serio discorso dello smaltimento della plastica, come la vedranno gli esercenti che vivono di questo?

Particolare della recinzione del cantiere presente nel parcheggio in via Palmieri
Particolare della recinzione del cantiere presente nel parcheggio in via Palmieri

Non ci è dato ancora saperlo ma di sicuro possiamo porci e porre altre domande, innanzitutto, visto che l’estetica per quanto discutibile rimane soggettiva, ci chiediamo perché l’esosa fontanella debba per forza stare nel parcheggio di via Palmieri (definita stranamente nei documenti visionati piazzetta Palmieri), in tal modo si toglierà di sicuro altro spazio a quello già esiguo dei parcheggi nel centro cittadino, si è valutato questo fatto?

Il progetto di questa struttura prevede anche la costruzione di un minuscolo campo giochi per bambini; tanto minuscolo quanto inutile, infatti, quale genitore porterebbe i figli a giocare vicino ai cassonetti, tra le auto e all’ombra, al freddo e all’umidità dei muraglioni che sovrastano il parcheggio? La sua costruzione ci sembra solo uno specchietto per le allodole, un tono civico a un qualcosa di inutile.

Rendering del progetto della Casa dell'acqua
Rendering del progetto della Casa dell’acqua

Abbiamo già accennato al fatto che, se l’acqua che abbiamo in casa è buona, non capiamo il perché dovremmo prelevarla da una fontanella e per giunta pagarla. Non sarebbe bastato aprirne una normale? Una come quelle che una volta esistevano in paese, come quella di Casaluca o quella di San Domenico e magari mettere ‘sta benedetta casa dell’acqua proprio lì dove storicamente già esistevano. Sembra evidente che anche in questo caso, il concetto di acqua pubblica sia tutt’altro che scontato e che la stessa Regione, con l’ausilio del Comune, incentivi un qualcosa che in apparenza sembra essere in contrasto con i suddetti principi di bene comune. Certo qualcuno opportunamente obietterà che di quelle fontanine se ne faceva scempio e sperpero, magari lavandosi anche l’auto con quell’acqua, ma scommettiamo che accadrà lo stesso per queste casupole? Scommettiamo che dopo una prima fase di novità andranno in progressivo abbandono e soggette a vandalismo? E poi, a cosa serve lo stato se non è capace di essere tale, gestendo e salvaguardando il suo patrimonio?

Ultimo ma non meno importante sarà il ruolo del concessionario (lo stesso costruttore della casa dell’acqua). Questo infatti, non solo guadagnerà sull’erogazione di questa famigerata acqua purificata, raffreddata e gasata ma anche sulla pubblicità che sarà possibile apporre sulla casetta. Magari, quando il giocattolo si sarà rotto e tutti se ne saranno dimenticati, l’unica sua ragion d’essere sarà proprio quella di fare da piattaforma pubblicitaria in pieno centro e in un luogo strategico quale il parcheggio, dove tutti dovranno per forza sostare, e la dovranno vedere obbligatoriamente, così come accade con il cartellone pubblicitario elettronico in via Plinio, spacciato per mezzo informativo ma dalla chiara velleità pubblicitaria.

Ma ancora, dando una sbirciatina alle delibere comunali, ci si è resi conto che per la realizzazione del necessario Piano di Emergenza Comunale della protezione civile sono stati stanziati appena trentamila euro contro gli ottantamila per la fontanella e, soprattutto, saltano agli occhi i circa 15.000 euro deliberati per la pubblicità dell’erogatore d’acqua fredda e nulla risulta agli atti per la pubblicità del PEC. Certo sono tutti soldi della Regione e il comune ha la responsabilità di gestirli ma siamo sicuri che la proporzione, data l’importanza del tema della Protezione Civile, sia corretta?

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