San Vitaliano in processione per il Salumificio Spiezia. Partita la mobilità per i lavoratori

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Cittadini, lavoratori e istituzioni in processione, ieri sera, per esprimere vicinanza al Salumificio Spiezia, che dal 1907 è presente sul territorio, e ai suoi quasi 90 dipendenti a rischio licenziamento. Per i lavoratori è stata avviata la procedura di mobilità. Azienda in liquidazione.

Con le fiaccole accese, in un centinaio hanno marciato, pregando, a partire dalla chiesa Maria Ss. di Libera. Dopo una tappa davanti al Comune, il corteo ha fatto ingresso nel piazzale del salumificio. In sottofondo gli applausi e quel suono della “tufa” che, per lo stop alle attività produttive, da settimane non scandisce più i turni di lavoro. Il vescovo di Nola, Francesco Marino, è arrivato a portare la sua solidarietà.

Ha preferito il silenzio uno dei titolari dell’azienda, Liberato Spiezia. Ieri era presente davanti alla fabbrica. A microfono spento ha riferito: “Meglio in questo momento agire in silenzio. Intravedo qualche possibilità”. Speranze ribadisce di averne anche il sindaco di San Vitaliano, Antonio Falcone. Era a capo della sfilata con una folta rappresentanza istituzionale: i parlamentari Massimiliano Manfredi (Pd) e Franco Ferrara (Mdp), l’assessore regionale al Lavoro Sonia Palmieri, il sindaco di Marigliano Antonio Carpino, don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio pastorale, sociale e del lavoro della diocesi di Nola e don Francesco Stanzione, parroco di San Vitaliano. A scortare il corteo, Polizia di Stato e carabinieri.

Meno fiduciosi sono i lavoratori. Si è svolto venerdì scorso l’incontro al Ministero dello sviluppo economico. C’era anche l’assessore della Regione Campania con delega alle Attività produttive, Amedeo Lepore. “Ha mostrato apertura. Si è detto disponibile a cercare finaziamenti per l’ammodernamento degli impianti”, hanno riferito i rappresentanti sindacali Francesco Fattoruso (Fai-Cisl), Maurizio Vitiello (Uil-a) e Carmine Franzese (Flai-Cgil). “Abbiamo ricevuto il 26 maggio la comunicazione di apertura della procedura di mobilità per i lavoratori – hanno poi dichiarato – L’azienda è in liquidazione dal 23 maggio”. Scattato, quindi, da venerdì il periodo di 75 giorni in cui dovranno provare a raggiungere un accordo con l’azienda per scongiurare il licenziamento di 84 lavoratori. Fra 15 giorni saranno di nuovo a Roma, al Mise,  per trovare una soluzione che possa evitare il dramma occupazionale. Intanto, l’azienda si è resa disponibile ad un incontro chiesto nei giorni scorsi dalle rsu per discutere della cessazione dell’attività. La riunione si terrà il prossimo 5 giugno negli uffici dello stabilimento.

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