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Sant’Anastasia, Armando Di Perna si dimette dalla giunta: «Me ne vado, meglio star fuori che essere complice di tale inettitudine».

Avidità, clientelismo, finanziamenti persi e incentivi a funzionari «immeritevoli»: nel videomessaggio che l’ex vicesindaco e assessore della giunta Abete ha diffuso su facebook ci sono queste accuse e anche di più.

Di dimissioni ne aveva già parlato, nei giorni scorsi e nelle stanze di Palazzo Siano. Ieri Armando Di Perna è passato dalle ipotesi ai fatti: le sue dimissioni firmate sono state protocollate in giornata e ieri sera ha diffuso su facebook un suo videomessaggio, di quelli che non lasciano dubbi né incertezze: Armando Di Perna se ne va, lascia l’amministrazione Abete e lo fa nel più plateale dei modi, tacciando chi ne fa ancora parte di «inettitudine» per usare la parola da lui stesso scelta.

«Me ne vado – esordisce appunto Di Perna – mi verrebbe da dire… “a buon intenditor, poche parole”! Ma poiché spesso in questi quattordici mesi mi è sembrato di parlare a chi non ha voglia di ascoltare, provo a spiegarmi meglio… Ho spronato personalmente più volte la macchina amministrativa a rendere di più, e la parte politica a pretendere di più. L’ho fatto nelle riunioni di maggioranza, e perfino in seduta pubblica di Consiglio comunale. Ho chiesto invano che si razionalizzassero le spese, e che ci si impegnasse maggiormente  nella ricerca dei finanziamenti. Nonostante proclami e promesse elettorali di chi è venuto a vendere fumo nel nostro paese, un solo finanziamento è arrivato in questo periodo, grazie alla caparbietà del sottoscritto, e contro la volontà degli uffici! Si è solo campato, anzi vivacchiato di rendita, finché si è potuto. Ho provato a fare di tutto per non affossare nella mediocrità, tappando le falle di un colpevole pressappochismo».

 

«Ho provato a resistere finché ho potuto, credendo che le cose potessero cambiare. Invece sono degenerate – continua nel videomessaggio l’ex assessore – oggi mi sento di non poter più  accettare la mortificazione del progetto di una Sant’Anastasia migliore, motivo alla base del mio impegno in politica, e soprattutto in amministrazione. Sono stato protagonista di una stagione esaltante, di grande sviluppo del nostro territorio, insieme a giovani e meno giovani che con serietà e dedizione hanno dato tutto per rendere reale un sogno. E in questa nuova fase, avevamo tutte le carte in regola per continuare su questa strada».

Poi, l’appello: «Invito chiunque faccia parte della maggioranza, consiglieri comunali vecchi e nuovi, innamorati di quel progetto, a farsi un esame di coscienza, così come ho fatto io! Qualcuno invece si è fatto sopraffare dall’avidità personale, tralasciando la riuscita del progetto stesso. Elargire contributi, “regalare” premi e incentivi a dipendenti immeritevoli, con i soldi dei cittadini, piuttosto che pretendere da loro maggiore impegno, significa non avere rispetto di rispetto non solo dei ruoli, ma soprattutto dei contribuenti. Preferisco stare fuori, piuttosto che rendermi complice di tale inettitudine; questo tipo di amministrazione può andar bene per chi vuole ‘tirare a campare’, vivacchiare nel clientelismo. A me hanno insegnato a volare alto, guadagnare il consenso di chi chiede solo di vivere in un paese migliore. Anzi, il paese migliore! Peccato…».

 

Proviamo per un attimo a ricapitolare: Di Perna è stato assessore della giunta Pone e poi della giunta Esposito, in tutte e due le amministrazioni ha avuto la responsabilità del bilancio e il suo «passaggio» sui funzionari, più in generale i dipendenti, che remano contro non è certo una novità, lui stesso ne aveva parlato in una recente intervista rilasciata proprio al mediano.it. Nella giunta di Lello Abete, eletto consigliere comunale, si era dimesso per riandare a ricoprire la carica di assessore al bilancio e alle finanze ma stavolta con la responsabilità della carica di vicesindaco. A fine luglio, dopo l’approvazione in consiglio comunale dello strumento finanziario, il sindaco Abete azzerò la giunta e prima delle ferie estive ne varò una «nuova» con pochi cambiamenti: Di Perna non era più il suo vice ma aveva comunque accettato di rientrare in esecutivo, il nuovo numero due di Palazzo Siano è ad oggi l’avvocato Carmen Aprea; Lucia Barra e Giancarlo Graziani, già assessori di Carmine Esposito non sono stati riconfermati. Per completare la giunta manca ancora un assessore. A questo punto due. E sono ancora tutti senza deleghe.

Ma cosa è accaduto in poche settimane, dal momento in cui, pur «declassato» da vicesindaco ad assessore, Di Perna aveva accettato per la seconda volta l’incarico? Glielo abbiamo, naturalmente, chiesto. «Ho più volte manifestato la necessità di rivedere al ribasso la spesa per evitare che i tagli dei fondi statali portassero a un aumento della tassazione, ma invano. E invano ho scritto e ripreso i funzionari perché si adoperassero per reperire risorse esterne. Soprattutto sulla ricerca di finanziamenti sovracomunali, negli ultimi tempi si sono acuite le divergenze  – sostiene l’ex assessore – da delegato alla programmazione economica, ho seguito passo passo l’iter che ci ha portato ad ottenere 800.000€ dall’Unione Europea, e ne ho avviato altri due, entrambi persi per errori degli uffici. Premiare con 15mila euro chi sbaglia, tra l’altro senza condividere le scelte con l’assessore delegato, è un’offesa al mio ruolo, oltre che ai contribuenti. Se un Sindaco non si accorge di questo, non potrà mai cambiare un paese».

 

 

 

 

 

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