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Sant’Anastasia, esposto alla Corte dei Conti sui fondi delle Ferrovie, la consigliera Zucconi: «Uno schiaffo ai cittadini del quartiere Starza».

fotoAlleanza per Sant’Anastasia, il circolo Arcobaleno e il movimento I Cittadini prima di tutto hanno promosso una petizione popolare e sottoscritto un esposto inviato alla Corte dei Conti e alla Rete Ferroviaria Italiana ipotizzando irregolarità contabili e amministrative oltre che una inadempienza contrattuale. Il sindaco Abete: «Continuano a insistere su un argomento già accantonato: quell’atto è legittimo».

«Uno schiaffo ai cittadini del quartiere Starza – Ponte di Ferro, un atto immorale e illegittimo che abbiamo denunciato alla Corte dei Conti». Così i manifesti, fatti affiggere ieri da Alleanza per Sant’Anastasia, Arcobaleno e «I Cittadini prima di tutto», definiscono la decisione dell’amministrazione Abete di dirottare parte dei fondi stanziati dalle Ferrovie come ristoro per il quartiere, verso una strada del centro città, via Marconi. «Abbiamo detto in consiglio comunale che la decisione è immorale e illegittima – dice la consigliera Veruska Zucconi, capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia – abbiamo promosso una petizione firmata da numerosi cittadini e presentato un esposto alla Corte dei Conti».

 

Il manifesto
Il manifesto

Il dirottamento di fondi, lo spostamento di una cifra (novantamila euro circa) per la riqualificazione di via Marconi – strada lontana dalla zona alla quale quello stanziamento era destinato – è invece ritenuto legittimo dall’amministrazione. «L’abbiamo spiegato in consiglio – dice il sindaco Lello Abete – abbiamo i pareri degli uffici, dell’assessore competente e dei revisori dei conti, riteniamo di aver reso un buon servizio alla comunità. Tra l’altro proprio in queste ore stiamo avviando i lavori per l’illuminazione di via De Filippo e via Macedonia».

Non la pensano così gli esponenti dei movimenti che hanno raccolto le firme e segnalato sia alla RFI (rete ferroviaria italiana) che alla Corte dei Conti, una «inadempienza contrattuale e irregolarità contabile e amministrativa». «Il protocollo d’intesa tra Comune e RFI, registrato all’Agenzia delle Entrate nel 2013, stabilisce che i fondi siano destinati al miglioramento della viabilità di via Pomigliano – dice la capogruppo Zucconi – ossia l’area che ha subito e subisce disagi dovuti alla costruzione del ponte della linea ad alta velocità, ecco perché riteniamo non solo che si debba rispettare il contratto ma che sia eticamente necessario utilizzare quei fondi solo per interventi a ridosso di via Pomigliano».

L’esposto, presentato alla Corte dei Conti e alle Ferrovie e indirizzato per conoscenza ai responsabili degli uffici Ragioneria e Lavori Pubblici, chiede di intimare la revoca della delibera in questione e di sottolineare che le somme vadano per le finalità previste nel protocollo d’intesa sottoscritto nel 2013 dall’amministrazione Esposito: costruzione di una scuola materna, riqualificazione del manto stradale, marciapiedi e illuminazione di via Pomigliano, via Starza, via De Filippo, via Canesca, via Palmentola, via Marciano e via Coscialonga, per un totale di due milioni e cinquecentomila euro. «Il comune ha già incassato un milione e ottocentomila euro – sottolinea la consigliera Zucconi – dei quali nulla è stato speso per il quartiere cui erano destinati».

Le diverse posizioni, quella del sindaco e degli amministratori contro quella degli oppositori e dei cittadini firmatari, si giocano su due precisi punti del protocollo d’intesa ed è su questi che sia la «parte» in causa (la RFI), sia la Corte dei Conti, sono chiamati ad esprimersi:

Al comma 3.2 dell’art. 3, infatti, c’è nero su bianco la dicitura cui si appella l’amministrazione: «Si precisa che le suddette somme saranno corrisposte a favore del Comune per lo svolgimento di attività rientranti nei propri compiti istituzionali per la realizzazione delle sopracitate opere di urbanizzazione e/o di interesse generale per il Comune». Il gioco sta tutto su quella barra e/o. Via Marconi è di interesse generale? Allora – sostengono da Palazzo Siano – si può fare.

Se non fosse – ed è su questo punto del protocollo che fanno leva i movimenti che hanno promosso la petizione e l’esposto, oltre che il tentativo di far ritirare la delibera in consiglio comunale con il solo voto della consigliera Zucconi – per il passaggio che si trova al comma 3.4 dello stesso articolo nel medesimo protocollo in cui si citano, anche qui nero su bianco, le opere:  «Le opere di cui innanzi, nuova sistemazione stradale di Via Pomigliano- Sant’Anastasia altezza sottopasso RFI e ampliamento scuola di via Starza, saranno inserite nel programma delle opere pubbliche del Comune di Sant’Anastasia ed il contributo di € 2.500.000,00 che RFI con il presente accordo si impegna ad erogare, sarà vincolato nel bilancio comunale alla realizzazione delle opere medesime». L’ultima parola sta ora alla Corte dei Conti, nel caso si profili l’irregolarità contabile esclusa per ora sia dall’assessore al bilancio in carica, sia dagli altri organi comunali, e alla Rete Ferroviaria Italiana laddove sia possibile ipotizzare, come sostenuto nel manifesto affisso ieri sulle mura della città e intitolato «Giù le mani dai soldi delle periferie», una inadempienza contrattuale.

 

 

 

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