Sant’Anastasia, in 900 per dire «no» al bullismo: «Andiamo a denunciare».

Sant’Anastasia, in 900 per dire «no» al bullismo: «Andiamo a denunciare».

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Il primo istituto comprensivo diretto dalla preside Maria Capone, prima della giornata della legalità – martedì 21 marzo – dedica una settimana intera al tema del bullismo, il problema maggiormente sentito dai ragazzi. «Un flash mob sulle note della canzone di Fabio Rovazzi – spiega la docente Nunzia De Falco – ma non urleremo “Andiamo a comandare”, bensì “Andiamo a denunciare”.

Il progetto si chiama «Il bullo di oggi, domani cosa sarà?» e prevede una serie di iniziative: la realizzazione da parte dei ragazzi e bambini, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado, di un «Albero dei pensieri», dove ciascuno appenderà ai rami una propria riflessione e – nel caso degli alunni più piccoli – un disegno. Il tema sarà ampiamente affrontato in ogni sua forma. I bambini della scuola materna approfondiranno l’importanza del rispetto e delle regole dello stare insieme, quelli della scuola primaria l’amicizia e i suoi valori. I ragazzi della scuola primaria insieme alla scuola secondaria di primo grado, parleranno del bullismo e sarà realizzata, nei plessi della scuola primaria e secondaria, (ovvero corso U Umberto I, plesso Sodani e De Rosa) una cassetta della posta per raccogliere eventuali lettere di alunni che vogliano esporre problematiche inerenti l’argomento in questione.

E ancora, si realizzeranno cartelloni, plastici per allestire una mostra il pomeriggio del 21 marzo, giornata in cui, al mattino, è prevista una marcia contro il bullismo. I ragazzi saranno a piazza IV Novembre per un lancio di palloncini in ricordo di tutti i giovani che – a causa del bullismo – si sono tolti la vita. In strada rimarranno poi solo le quinte classi della primaria e tutti i ragazzi della secondaria per un flash mob sulle note della canzone di Fabio Rovazzi, con il testo rivisitato ad hoc per l’occasione. E sono i ragazzi ad averlo rielaborato, scegliendo di mutare il noto tormentone in «Andiamo a denunciare».

Il corteo proseguirà su via D’Auria per poi tornare a scuola. Nel pomeriggio si potrà visitare la mostra dei lavori dei ragazzi.

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