Sant’Anastasia, la fine del mercato ortofrutticolo. Per il futuro solo intenzioni e...

Sant’Anastasia, la fine del mercato ortofrutticolo. Per il futuro solo intenzioni e belle speranze

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Il consigliere Mario Trimarco in conferenza stampa nella sala giunta di Palazzo Siano. Accanto, il sindaco Lello Abete

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Una conferenza stampa dove di risposte che non si conoscessero già ve ne sono state poche, convocata solo perché – per utilizzare alla lettera le parole del sindaco Abete – «resa necessaria da notizie false e allarmanti». Dicitura corretta poco dopo dallo stesso sindaco, giacché mai notizie false erano state diffuse da alcuno, in «notizie inopportune». Ammesso che una notizia, se tale è, possa mai dirsi inopportuna, l’incontro con la stampa alle cui domande ha risposto il consigliere Mario Trimarco è servito quanto meno a tracciare alcuni punti fermi e a delineare quelle che per ora sono soltanto intenzioni e speranze per il futuro. I punti fermi: il mercato ortofrutticolo comunale non esiste più. È finito, morto, accantonato anche burocraticamente dalla presa d’atto della giunta comunale con delibera del 2 febbraio scorso. L’area sulla quale affacciano gli stand oramai di proprietà degli stessi ex concessionari del mercato è pubblica (ed anche edificabile), dunque se gli stessi commercianti vorranno utilizzarla si dovrà addivenire ad un accordo che sia anche proficuo per il Comune e ne salvaguardi le casse. Passando alle speranze: l’idea che il consigliere Trimarco ha espresso vede un consorzio agroalimentare che abbracci tutta la filiera delle eccellenze anastasiane, quanto ai dettagli per ora non ci sono, come non c’è ancora un consorzio. C’è pero una richiesta avanzata dagli operatori di utilizzare quell’area pubblica. La domanda è: possono farlo? La risposta è sì, ma solo previo accordo con l’amministrazione. Altra domanda: l’accordo c’è? La risposta è no. Non ancora.

Il mercato ortofrutticolo comunale non esiste più, la sua fine – con un declino esponenziale iniziato già negli anni ’90 – è sancita da una delibera di presa d’atto della giunta comunale risalente al 2 febbraio scorso. Quella stessa delibera pubblicata sui social ha scatenato polemiche, tanto da spingere il sindaco Lello Abete e il consigliere di maggioranza Mario Trimarco – suo delegato per la vicenda – a convocare ieri mattina una conferenza stampa in municipio. Incontro in cui è stato messo in chiaro almeno un punto: che il mercato ortofrutticolo di gestione comunale è finito, dopo oltre trent’anni di lotte a colpi di carta bollata e nelle aule giudiziarie. Nel 2015, con la «mediazione» del consigliere Trimarco, i concessionari hanno acquistato l’area in cui ancora oggi hanno sede gli stand, dalle mani dei vecchi proprietari. «Ottenendo il nulla a pretendere nei confronti delle casse comunali» – precisa il consigliere. Tutto da vedere invece il futuro per gli ormai ex dodici concessionari divenuti da oltre un anno proprietari giacché eserciteranno qualunque attività a ridosso di un’area che, ormai, non fa più parte dell’ex mercato ortofrutticolo comunale ma è semplicemente pubblica. Dunque a disposizione dell’ente. «Abbiamo fissato un incontro con i proprietari la prossima settimana – dice il consigliere Trimarco – discuteremo con loro il futuro di quell’area, vittima di una miopia politica che non ha mai saputo sfruttare le sue risorse, senza che si sia mai compiuto un investimento degno di nota». «Per trent’anni – ha poi aggiunto Trimarco – i mercatali sono stati utilizzati dalla politica come “schiavi alle urne”, come serbatoi elettorali. Io ho preteso rispetto e ne ho dato a loro, accettando di farmi carico di questa “patata bollente”».

Fatto sta che, in attesa di conoscere non solo le intenzioni dei commercianti ma anche quelle dell’amministrazione cui spetta adesso decretare la destinazione dell’area antistante il mercato rientrata nella disponibilità comunale, è morto definitivamente un pezzo di storia anastasiana con alle spalle un commercio centenario dei prodotti locali, dalle albicocche ai pomodori, dall’uva alle verdure, prodotti gettonatissimi soprattutto nel Nord Italia. Il futuro sta probabilmente nella vendita all’ingrosso e al dettaglio in un mercato, non più comunale, che possa ampliare l’offerta di vendita all’intero comparto agroalimentare. Nella conferenza stampa di ieri, parte della «colpa» è stata scaricata con palese disinvoltura, a tratti compiaciuta, sulla ex amministrazione comunale del sindaco Esposito (presidente del consiglio comunale l’attuale sindaco) per aver delimitato un’area da destinare a parcheggio in quella del mercato, facendo così venire meno i requisiti minimi (7.100mq) già concessi in deroga e previsti da un regolamento del 2002, area di sosta ancora oggi mantenuta dalla attuale amministrazione e che non prevede opere da abbattere. Non solo, ma si è anche ipotizzato che quell’area di sosta non abbia mai avuto autorizzazioni. Viene da chiedersi chi dovesse controllare, ove mai il Comune avesse bisogno di autorizzazioni per delimitare un’area di sua proprietà con un po’ di barriere new jersey.

Intanto non si è pensato a mantenere in piedi lo status di mercato comunale né con un nuovo bando né con nuove concessioni. «Una decisione dei concessionari – precisa Trimarco – sono loro ad aver fatto questa scelta e noi l’abbiamo rispettata, con il ritardo almeno ventennale che scontavano per colpa della politica non sarebbero riusciti ad essere concorrenziali con la grande distribuzione, senza contare che a poche centinaia di metri insiste il centro agroalimentare di Volla». Attualmente, come è stato chiarito in conferenza stampa alla presenza del sindaco Abete, del vicesindaco Aprea e del presidente del consiglio comunale Mario Gifuni, si dovrà valutare la proposta avanzata all’ente di puntare al commercio di prodotti d’eccellenza. In presenza di un consorzio o di una progettualità in regola con le norme, l’amministrazione si è detta disponibile ad accompagnare la riconversione del mercato e a concedere, con modalità da stabilire, la parte dell’area di proprietà comunale in uso al futuro commercio – soprattutto – di eccellenze agroalimentari anastasiane. L’incontro con gli operatori, ha spiegato Trimarco, è fissato per la settimana prossima.

Di seguito in allegato, il comunicato stampa diffuso da Palazzo Siano ad alcune ore dall’incontro con i giornalisti, in cui troverete anche la cronostoria della vicenda «mercato» secondo il consigliere Mario Trimarco che vi ha aggiunto, per buona misura, una serie di domande e risposte. Sue le risposte, sue anche le domande… “Ci ho messo un po’ di ironia” – ha spiegato il consigliere di fronte alla evidente irritualità del gesto, vale a dire consegnare ai giornalisti un piatto confezionato con domande altrettanto preventivamente cucinate. Bisogna però dargli atto che, come lui stesso ha ripetuto più di una volta, “ci ha messo la faccia”.

Comunicato ufficiale, domande e risposte, le trovate qui: comunicato stampa 10 febbraio 2017

 

 

 

 

 

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