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Sant’Anastasia, le classi del plesso Sodani al Centro Liguori e…le associazioni del centro nella «biblioteca» di via Arco

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il Vicesindaco Carmen Aprea, assessore alla Pubblica Istruzione, Polizia Municipale, Turismo e Cultura

Il plesso Sodani non può più essere una scuola, i rilievi strutturali hanno dato un esito inappellabile: in quell’edificio i bambini non possono starci. La soluzione trovata dall’amministrazione comunale è di quelle che fanno discutere, come in effetti sta accadendo in queste ore sui social: il Centro sociale «Giuseppe Liguori» dovrà essere sgomberato dalle associazioni che attualmente vi operano e riattato (entro dicembre, assicurano da Palazzo Siano) per accogliere gli alunni i quali sono nel frattempo ospitati provvisoriamente dal plesso Portali, a via Strettola e a corso Umberto. Le associazioni, dal canto loro, saranno dirottate, previ lavori, alla «biblioteca» (d’obbligo le virgolette) di via Arco. E il plesso Sodani? Dovrebbe essere, anche qui d’obbligo non le virgolette ma il condizionale, ristrutturato e divenire sede dell’Arma dei Carabinieri, come già ipotizzato.

«Il Centro Liguori sarà di nuovo una scuola e ospiterà gli alunni del plesso Sodani» – a confermarlo è il vicesindaco, nonché assessore alla pubblica istruzione, Carmen Aprea. La destinazione degli alunni sarà il Centro Liguori. «Dalle verifiche strutturali è emerso che quel plesso non è sicuro e non può essere riaperto, nemmeno temporaneamente- continua il vicesindaco che intanto ha sollecitato verifiche strutturali in altre scuole cittadine, già disposte con delibera di giunta comunale – i risultati sono assolutamente negativi».

E le associazioni che al momento operano nel Centro Liguori? «La prima opzione sarebbe stato l’incubatore di impresa- spiega il vicesindaco- ma alla fine la loro destinazione sarà la struttura di via Arco, ossia la biblioteca Giancarlo Siani, lì saranno comunque riservate due stanze per i ragazzi che vogliano andarvi a studiare». Una convivenza, dunque, tra associazioni e studenti. Ma non più una biblioteca. «A dire il vero non lo è mai stata – dice l’assessore Aprea – tant’è che non abbiamo potuto intercettare finanziamenti proprio perché non ne ha i requisiti. Avrei voluto che lo diventasse, ma le contingenze ci impongono altre soluzioni».

Quanto al plesso Sodani, ora occorre quantificare l’ammontare dei lavori che occorrono per riattarlo. Poi, sicuramente dopo il 25 settembre, è previsto un incontro in Prefettura per capire se i prossimi inquilini di quella struttura saranno i carabinieri. L’edificio sarebbe in questo caso dato in comodato d’uso e, con una minima collaborazione economica da parte del Comune, potrebbe divenire sede dell’Arma.

 

 

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