Sant’Anastasia, mercato ortofrutticolo non più comunale: la polemica monta sui social

Sant’Anastasia, mercato ortofrutticolo non più comunale: la polemica monta sui social

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conferenza stampa novembre 2015

 Delibera di giunta pubblicata sui social e si scatena la polemica, provocando la reazione da Palazzo Siano con una nota stampa che parla di «false notizie e disinformazione» tese ad infangare l’operato dell’amministrazione. La verità, come quasi sempre accade, sta nel mezzo: il mercato ortofrutticolo comunale è chiuso, non c’è più, come dice la stessa delibera varata in una seduta di giunta comunale tenutasi il 2 febbraio scorso. Non c’è più in quanto tale, ovviamente. Ossia non è più «comunale» come volle il sindaco Giuseppe Liguori che alla fine del 1800 già approntava un piccolo regolamento per l’assegnazione degli stand ai vari concessionari, tutti sensali agricoli e agricoltori. Dunque è vero che il mercato ortofrutticolo non esiste più, dal 2 febbraio nemmeno sulla carta, esistono però ancora le attività commerciali in quell’area che gli stessi «mercatali» hanno acquistato dai due precedenti proprietari.

 «L’amministrazione non ha fatto altro che prendere atto delle decisioni degli stessi concessionari, che sono orientati a continuare l’attività ma al dettaglio» – dice il sindaco Lello Abete nella nota stampa inviata ieri da palazzo. «Concessionari», ovviamente, quei commercianti non sono più. «Non è imputabile alla nostra amministrazione il fatto che l’area del mercato ortofrutticolo fu ridotta di molto per ricavarne un parcheggio e non è imputabile a noi la scelta dei mercatali – continua il sindaco – noi abbiamo ereditato un mercato ortofrutticolo all’ingrosso che era in una situazione difficile, complicata anche da una sentenza che danneggiava l’Ente, esponendolo a risarcire i proprietari con una quota mensile di cinquemila euro o a restituire l’area. Abbiamo puntato a salvaguardare l’Ente, i posti di lavoro, l’indotto e i concessionari, accompagnandoli e sostenendoli nella loro vertenza con i precedenti proprietari, fino al perfezionamento dell’atto di acquisto dell’area in cui insistevano i locali del mercato. Ed abbiamo ottenuto la rinuncia da parte dei vecchi e nuovi proprietari a qualsiasi somma che l’Ente avrebbe dovuto versare loro. Attualmente quell’area può ancora avere un futuro commerciale, ma molto dipende dagli attuali proprietari». Così, dunque, il sindaco Abete che nella stessa nota non si dilunga oltre ma rimanda i chiarimenti a venerdì, in una conferenza stampa convocata per le 12,30. Aggiungendo che in quella sede si sarà «più precisi» sugli sviluppi del di cui sopra «futuro commerciale» e assicurando che «se vi sono le condizioni, siamo disponibili a vagliare e sostenere».

Non è difficile ipotizzare che il sindaco si riferisca all’ipotesi di un «consorzio» del quale si era già parlato a novembre 2015 (e al quale i commercianti starebbero al momento pensando) e alle promesse fatte all’epoca di sostegno e riduzione della pressione fiscale. Quanto al resto, è vero che la giunta Abete ha ereditato una situazione difficile. Ma difficile lo è fin dal principio: basta leggere le cronache dell’epoca e quelle più recenti che ci ha lasciato Cosimo Scippa; quanto all’area adibita a parcheggio (istituita dalla giunta Esposito) è ancora lì dal 2014, anno in cui Abete è stato eletto e, in quanto sindaco, avrebbe potuto decidere di utilizzarla altrimenti. Ma forse non sarebbe bastato, giacché l’area comunale era già comunque insufficiente per gli standard richiesti, parcheggio o meno. Giacché, inoltre, era chiaro fin da novembre 2015 che il «sostegno» ai mercatali riguardasse tutto meno che l’istituzione di un bando per nuove (o vecchie) concessioni. Semplicemente il «mercato ortofrutticolo comunale» così come Sant’Anastasia l’ha conosciuto da un paio di secoli è finito. Da mercato pubblico che era, anche in virtù della delibera di giunta del 2 febbraio che perfeziona gli atti, diventa sede di attività private con un iter che dovrebbe essere noto ormai da un anno e più: era ottobre 2015 quando i «concessionari» acquistavano gli stand dai vecchi proprietari; era agosto dell’anno dopo quando i concessionari divenuti ormai proprietari stipulavano con il Comune un contratto di comodato d’uso gratuito che è scaduto a novembre scorso. Se a tutto ciò si aggiunge che le concessioni sono anch’esse tutte scadute, è ovvio che di mercato non si possa più parlare.

La delega al Suap è attualmente proprio nelle mani del sindaco che, con tutta la giunta comunale, ha sottoscritto la delibera che recita: ««si propone di dare atto che il mercato ortofrutticolo di Sant’Anastasia è definitivamente chiuso in considerazione della complessa situazione venutasi a creare in termini di proprietà delle aree e dei locali, di mancanza di autorizzazioni allo svolgimento dell’attività e di concessione degli spazi». Chiusura «virtuale», dunque, giacché i commercianti sono lì e lì intenderebbero continuare a lavorare. Intanto, la stessa delibera che porta la firma del sindaco demanda ai responsabili del servizio l’adozione di tutti gli atti finalizzati allo sgombero da persone e cose dell’area di proprietà comunale antistante gli stand.

Il consigliere Mario Trimarco (Sant’Anastasia in Volo) ha affidato ieri il suo pensiero ai social

La storia relativamente recente di quell’area (lasciando da parte tutte le precedenti contese finite nei tribunali, quelle di illeciti amministrativi, quelle che hanno visto sindaci, poi assolti, accusati di abuso di ufficio in merito a concessioni, ricorsi al Tar e chi più ne ha più ne metta) che in una conferenza stampa di novembre 2015 a Palazzo Siano si disse di voler rilanciare, è durata 41 anni, fino a quella «risoluzione» che allora sia il sindaco Abete, sia il consigliere Mario Trimarco (che ieri ha commentato la vicenda con un post su facebook), definirono – ricevendo dalle mani dei mercatali una targa in rame in segno di ringraziamento – un «fatto storico».

In questo link troverete il comunicato stampa diffuso dopo la conferenza tenutasi in municipio a metà novembre 2015.

E qui la delibera chiusura mercato ortofrutticolo comunale

 

 

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