Sant’Anastasia, sul sito web del Comune delibera porta la firma dell’assessore dimissionario

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foto deliberaUn atto importante, il Peg (piano esecutivo di gestione), datato 1 settembre 2015 porta la firma di Armando Di Perna, assessore che ha rassegnato le dimissioni 4 giorni prima. Errore, distrazione?

Il Piano esecutivo di gestione (per cui si usa solitamente l’acronimo  Peg) è un atto importante, probabilmente lo strumento di programmazione più importante per un’amministrazione comunale. Cos’è nei fatti? Semplice a dirsi: ogni anno la giunta, sulla base del bilancio, stabilisce gli obiettivi principali dell’Ente e fornisce ai vari responsabili dei settori le risorse per attuarli. Un documento che non ha dunque solo contenuti meramente finanziari, così come è il bilancio per esempio, ma che riporta anche gli obiettivi di gestione individuando gli strumenti. Il Peg autorizza e considera dunque, in maniera analitica e più vincolante rispetto al bilancio di previsione, gli obiettivi collegandoli ai responsabili. Per dirla in soldoni, si potrebbe definire uno strumento di «responsabilizzazione».delibera

Ebbene, consultando le delibere con l’apposito link  disponibile nel sito web ufficiale del Comune di Sant’Anastasia salta subito agli occhi che l’ultima in ordine di tempo è proprio il Peg. La data è quella del 1 settembre 2015. La giunta è tutta presente, come si evince dalla stessa delibera: c’è il sindaco Lello Abete, il vicesindaco Carmen Aprea, gli assessori Cettina Giliberti e Fernando De Simone. Non c’è naturalmente chi quel Peg lo ha preparato o quanto meno abbozzato (presumibilmente, giacché rientrava nelle sue competenze), l’ex assessore Armando Di Perna il quale si era, alla data riportata sulla delibera di giunta, dimesso quattro giorni prima.

Ma andiamo avanti nel leggere l’atto: si evince che il contenuto finanziario del Peg coincide esattamente con le previsioni finanziarie del bilancio e che gli obiettivi sono coerenti con i programmi illustrati nella relazione previsionale e programmatica 2015/2017. L’istruttore è naturalmente la dott.ssa Rossella Romano, la responsabile del settore risorse finanziarie. Ma la sorpresa arriva qualche rigo più tardi quando nella delibera si ritrova inaspettatamente il nome, dunque la firma – quantomeno nell’atto caricato sul web – dell’assessore. Cioè, chiariamo, non è che il sindaco abbia già completato la giunta e che la delibera sia stata firmata dal nuovo assessore con delega al bilancio. La firma è quella di Armando Di Perna che il 1 settembre 2015 in giunta non c’era già più, tant’è che nelle presenze non viene nemmeno citato. Poco dopo c’è la formula di rito: «letto, confermato e sottoscritto» da chi di dovere, vale a dire il sindaco Abete e il segretario generale dell’Ente.

Ora, legittima curiosità per amor di cronaca: che ci fa in quell’atto la firma dell’assessore Di Perna? La risposta più semplice: distrazione di chi ha stilato il testo della delibera. Ma vien da chiedersi: tutti coloro per le cui mani è passato, ovvero coloro che hanno «letto, confermato e sottoscritto», non se ne sono resi conto? No, a quanto pare no. Oppure – e magari attendiamo risposte – è legittimo che un atto presumibilmente abbozzato da un ex assessore rechi comunque la sua firma riportando pari pari una qualifica (assessore alle finanze) che non gli appartiene più? A proposito – auspicando che sia così – ma Di Perna quell’atto lo avrà almeno firmato?

 

 

Daniela Spadaro
Daniela Spadaro
Giornalista professionista

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