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Sant’Anastasia, Teatro Sociale: un esperimento tra psiche e arte

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Una delle iniziative targate “PoliedricaMente” quella del Teatro Sociale, ideato da Cettina Giliberti, psicologa e psicoterapeuta e Melania Esposito, attrice.

Teatro Sociale è un progetto che intende dar voce a tutti, per ora le ideatrici cominceranno con gli adolescenti in particolare. Per loro un progetto che dia voce a idee,  sogni, alla loro quotidianità e alle relazioni sia con i pari che con gli adulti.

“Per noi anche questo è Sociale, lo ribadisco – dice Cettina Giliberti – perché di solito si riferisce ad utenti con disagio psichico,ma per me è solo un’accezione troppo restrittiva ed inesatta. Il nostro Teatro Sociale si rivolge a ragazzi di due fasce di età, dagli 11 ai 14 anni e dai 15 ai 19, e si svolgerà il giovedì per i primi e il lunedì per i secondi, in un salone parrocchiale del Santuario della Madonna dell’Arco. Per questo ringraziamo i Padri domenicani e Padre Alessio Romano per averci dato la possibilità di utilizzare uno dei loro spazi. In ogni incontro i ragazzi avranno modo di lavorare su fatti ed emozioni con me, per poi trasformare il tutto in espressione verbale e non verbale con Melania”.

“L’idea – spiega l’attrice Melania Esposito- non vuole assolutamente sfociare in una scuola di teatro, in quanto non crediamo alla sua valenza per i giovani a cui ci rivolgiamo. Per diventare attori bisogna fare un’Accademia dopo le scuole superiori, o almeno questo è stato il mio percorso. Piuttosto vogliamo avvicinare i giovani ad un’arte nobile trovando canali nuovi che interessino in maniera diretta gli adolescenti”.

“Saremo le prime – continua Cettina- a metterci in gioco, privilegiando la comunicazione piuttosto che il linguaggio. Credo che gli adulti abbiano un po’ dimenticato come erano da ragazzi e lamentano oggi di non riuscire sempre a capire i loro figli. Io non mi stancherò mai di propendere per l’ascolto attivo e l’empatia, secondo me i segreti  del sentire e del percepire. Molti ragazzi continuano ad “innamorarsi” sui social perché così hanno cominciato e conoscono spesso solo questa modalità. Sta a noi insegnare loro il vuoto e la frustrazione di un diniego così come il piacere di annusare un profumo, l’emozione per un incrocio di sguardi o il brivido per un abbraccio caloroso.Accomuna me e Melania l’entusiasmo di sperimentare cose nuove e di tradurre  in progetti tutto ciò che stimola la crescita, personale e collettiva. Si cresce sempre, è la consapevolezza, poi, che cambia!”

Insomma, loro sono pronte per questa nuova sfida, per divertirsi ed emozionarsi con i ragazzi. Non resta che cominciare ed incuriosirsi. Teatro Sociale: Le scene della vita. La vita in scena da lunedì 30 gennaio e giovedì 2 febbraio.