Home Cronaca Attualità Scampia: risanamento o propaganda?

Scampia: risanamento o propaganda?

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Il piano del governo per le periferie e qualche dubbio sui tempi.

E’ una scommessa forte, soprattutto per dare dignità alle persone che le vivono e finché non scappano. Le nostre sono simili a quelle di altre città europee, ma noi abbiamo il torto di averle concepite già degradate. In Francia, Germania, Spagna lo sono diventate, progressivamente e per una serie di combinazioni. In Italia non si è stati mai abbastanza seri per ammettere che sin dai progetti qualcosa non andava per il verso giusto. Il premier Gentiloni ha lanciato un segnale di lungo respiro mettendo mano ad un  piano come non si vedeva da anni.  Significativo che si parta da Scampia, il simbolo di un’Italia malmessa e distratta. Per ora sono stati stanziati  500 milioni di euro per 24 periferie. Potranno arrivare anche a 3,9 miliardi. All’ avvio non sono molti, ma nemmeno pochi. Ciò che interessa capire è dove saremo tra un anno, forse due. Con progetti da approvare e cantieri da aprire o con il risanamento in corso, in piena attività? Quando abbiamo letto che tutto si concluderà in 38 mesi, qualche dubbio si è fatto avanti. Il Sindaco di Napoli De Magistris dice che a Scampia l’abbattimento delle vele si avrà all’inizio dell’estate di quest’anno. E’ un sano ottimismo, di cui  tenere conto per i prossimi 100 giorni. Ma per rendere attive le convezioni firmate occorrono tempi anche un po’ imprevedibili. In altre parole dopo gli annunci del piano, si fa strada qualche pensiero avverso. Speriamo non trovi riscontro. C’è urgenza di fare presto. Il Presidente dell’Anci , a nome di tutti i sindaci, auspica che i finanziamenti per le periferie italiane saranno costanti negli anni. Ma mentre tutto si metterà in moto, quei quartieri sono attraversati  da sentimenti di fuga, di rigenerazione, di appropriazione di nuovi spazi e nuova umanità. Chi può – a Scampia e non solo-  si lascia alle spalle degrado, insicurezza, criminalità. Va alla ricerca di quegli impianti sportivi, di quelle piazze e piste ciclabili e di quel tanto altro mirabilmente descritto nelle convenzioni firmate dal governo. Importante che tutto non diventi un miraggio.