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Scesi dal tetto i due operai del Salumificio Spiezia

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Terminata la protesta dei due operai del Salumificio Spiezia. Ieri sera hanno abbandonato il tetto della fabbrica su cui si erano barricati. Da febbraio non percepiscono compensi, come il resto dei dipendenti.

La disperazione ha spinto Salvatore e Pasquale a salire intorno alle 16 sulla sommità dello stabilimento.  Per circa cinque ore sono rimasti a urlare dall’alto il loro dramma. Minacciando di buttarsi giù se qualcuno si fosse avvicinato, chiedevano il loro posto di lavoro e il pagamento dei compensi arretrati. Non hanno ancora ricevuto gli stipendi di febbraio e marzo, e da aprile ad oggi non gli è stata ancora versata la cassa integrazione straordinaria che è stata approvata a inizio mese con decorrenza dal 13 marzo per 60 degli 83 dipendenti del salumificio. L’azienda è in liquidazione e, revocata la mobilità, il rischio di licenziamento per i lavoratori non è svanito. Si cerca un nuovo soggetto interessato a investire in essa. Di ciò si discuterà nell’incontro che si terrà con i sindacati e la Regione Campania il prossimo 28 giugno. Intanto Pasquale e Salvatore con il loro gesto estremo hanno ottenuto una promessa: “Siamo scesi con un accordo sindacale. Ci hanno detto che a breve ci pagheranno”. Nulla di ufficiale e nemmeno di preciso, per il momento. Ma tanto è bastato a porre fine alle ore concitate in cui hanno tenuto con il fiato sospeso i familiari, i colleghi che erano rimasti giù, e vigili del fuoco, poliziotti e carabinieri accorsi sul posto per evitare il peggio.