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Scontro Trump – Papa Francesco: il muro che potrebbe dividere l’America

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Il messaggio del Papa contro le minacce di Trump agli immigrati.

Il presidente eletto Donald Trump ha confermato nella sua prima intervista televisiva dopo le elezioni che il muro anti-immigrati si farà, anche se il progetto non è stato ancora definito. La barriera dovrebbe correre lungo i circa 3200 chilometri di frontiera tra San Diego e Tijuana lambendo quattro Stati Usa – California, Arizona, New Mexico e Texas – e sei Stati messicani. Al momento, circa 1030 chilometri sono già protetti da forme di recinzione, costruite in tre diverse operazioni. Di questi, ci sono circa 300 chilometri di barriere per bloccare il passaggio pedonale e circa 259 chilometri per bloccare i veicoli. Ma le protezioni già esistenti non sono contigue. Per questo Trump ha sempre parlato di un muro, per cui è stato persino citato l’esempio della Grande Muraglia cinese. Il costo, previsto si aggirerebbe sugli 8 miliardi di dollari. “Al 100% a carico del Messico”, ha promesso, senza però spiegare come. “Quello che faremo è buttare fuori dal Paese o incarcerare le persone che sono criminali o hanno precedenti criminali, membri di gang, trafficanti di droga”. Gli stranieri da espellere o incarcerare sono 2-3 milioni, dice. Barack Obama tra il 2009 e il 2015 ne ha rimpatriati 2,5 milioni, un record nella storia americana. Ma il progetto di Trump va oltre. Per fermare nuovi ingressi, vuole completare il muro tra Stati Uniti e Messico. Già nel 2006 era stato promulgato il Secure Fence Act, un dispositivo che approvava la realizzazione di una barriera in alcuni punti caldi del confine.  Trump vuole completare l’opera. E anche la Chiesa, come è suo diritto-dovere, ha fatto sentire la sua voce, richiamando tutti ai veri valori umani, che sono di tutti e di ciascuno.

Durante tutta la sua storia, la Chiesa nel vostro paese ha accolto e integrato nuove ondate di immigrati. Nella ricca varietà delle loro lingue e tradizioni culturali, essi hanno forgiato il volto mutevole della Chiesa americana”. Lo ha detto Papa Francesco nel videomessaggio inviato all’assemblea generale della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America (Usccb) in corso a Baltimora, nel Maryland, dal 14 al 17 novembre. “La nostra grande sfida – ha spiegato – è creare una cultura dell’incontro, che incoraggi gli individui e i gruppi a condividere la ricchezza delle loro tradizioni ed esperienze, ad abbattere muri e a costruire ponti. La Chiesa in America, come altrove, è chiamata ad “uscire” dal suo ambiente sicuro e ad essere un fermento di comunione. Comunione tra noi, con gli altri cristiani e con tutti coloro che cercano un futuro di speranza”. Il Papa ha elogiato il Quinto Encuentro Pastorale Nazionale Ispanico che inizierà nelle diocesi statunitensi il prossimo gennaio e si concluderà con una celebrazione nazionale a settembre 2018: “L’Encuentro – ha detto – cerca di riconoscere e valorizzare i doni specifici che i cattolici ispanici hanno offerto e continuano ad offrire alla Chiesa nel vostro paese“. Il Pontefice ha parlato anche di “una società attanagliata da sconcertanti cambiamenti sociali, culturali e spirituali e da una crescente polarizzazione”. “In modo particolare – ha detto -, vi chiedo di considerare come le vostre Chiese locali possono rispondere al meglio alla crescente presenza, ai doni e al potenziale della comunità ispanica”.

Solo il dialogo, la tolleranza, la solidarietà e una vera integrazione salveranno il mondo. E’ questa la nostra speranza.

 

Fonte foto: rete internet