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Somma Vesuviana, al poeta Gino Auriemma intitolato il plesso di via Ferrante d’Aragona, a cento metri da una strada che porta già il suo nome

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Il plesso scolastico di via Ferrante d’Aragona del primo circolo didattico «Raffaele Arfè» sarà intitolato alla memoria del poeta Gino Auriemma. La cerimonia, patrocinata dal Comune di Somma Vesuviana, avrà luogo alle 9 di mercoledì 11 ottobre, alla presenza delle autorità e della dirigente scolastica Carla Mozzillo.

Somma Vesuviana rende giustamente onore, nella sua toponomastica, a Luigi Ferdinando Gennaro Auriemma (Gino per gli amici e, nel ricordo, per tutti) e il responsabile dell’archivio storico cittadino, Alessandro Masulli, lo ricorda con un post sui social ripercorrendo la sua vita: nato a Somma Vesuviana, precisamente in via Trivio, il 9 febbraio del 1900, fu alunno del professore Raffaele Arfè (cui è intitolato il primo circolo didattico di via Roma). Ebbe il grado di tenente e combatté nella prima guerra mondiale, si laureò in giurisprudenza e, antifascista, fu tra i fondatori del Partito d’Azione e socialista. Dopo il ventennio entrò a far parte del comitato di liberazione nazionale a Salerno. Fu amico di Francesco De Martino, Giovanni Leone, Francesco Capuano e importantissimo è il sodalizio che strinse con il musicista sommese Enrico Cecere: «Dalla musica del maestro e dai testi del poeta – racconta Masulli – uscirono allegre canzoni in vernacolo eseguite durante la Piedigrotta napoletana. Fra i titoli ricordiamo: Nanninella d’’o Casamale, Tu si’l’ammore e Casamaliste. Il lavoro per eccellenza dei due amici è da ritenersi, senza dubbio, Muntagna e stù core: una semplice e genuina melodia, che accompagna un intenso testo poetico e celebra con accenti di passione la nostra amata montagna». Auriemma morì nel 1960 e a lui Somma Vesuviana, erano gli anni ’70, ha intitolato una strada nel quartiere dove visse, il Casamale.

Insomma, un primato di cui non sembrano risultare eguali: una scuola intitolata ad un illustre personaggio a poche centinaia di metri dalla strada che porta il suo nome. La scelta, presumibilmente del Consiglio di Istituto, non sembra aver richiesto il parere della commissione Toponomastica del Comune. Alcuni messaggi pervenutici in redazione elogiano la figura di Auriemma poeta vesuviano e si compiacciono degli onori che la sua terra gli tributa.

Ma uno in particolare, firmato dall’ingegnere Arcangelo Rianna, solleva un quesito: «Avremo al Casamale – scrive Rianna –   una strada ed una scuola dedicati alla stessa persona; nulla da eccepire perché l’amore e il rispetto verso la persona e la famiglia da parte mia e dei casamalisti è forte, genuino, e certamente Gino Auriemma meriterebbe anche più onori: i suoi scritti meriterebbero di essere letti e studiati nelle scuole, il suo canto diventare il canto di tutte le occasioni. Non volendo esprimere considerazioni prettamente personali ho aperto la discussione con i soliti amici al Casamale, sul marciapiede, al bar, con amici di associazioni. Abbiamo riscontrato una richiesta unanime: perché dedicare anche la scuola che già di per sé dovrebbe avere il nome illustre di un monarca, “Ferrante d’Aragona”, che ha costruito il Casamale e che merita certamente anch’egli gloria e onori? Lo stesso Gino Auriemma, se fosse ancora in vita, avrebbe fatto medesime considerazioni e richieste, per altri personaggi: la poetessa Scozio, il maestro Romaniello, cultori della nostre tradizioni, uomini e donne lavoratrici. Ci sorprende questa scelta operata dal consiglio d’Istituto e ci sorprende maggiormente per non aver interpellato nemmeno la Commissione Toponomastica della città che pure è organo che consiglia e indirizza questi eventi. Forse i componenti del Consiglio sono stati influenzati da questo tempo in cui si assegnano i premi NOBEL ed hanno pensato che il Casamale meritasse il NOBEL della toponomastica. Si, il NOBEL della toponomastica, visto che certamente siamo il primo borgo in Campania, ma che dico in Italia, in Europa, o addirittura nel mondo in cui un piccolo borgo dedica due luoghi distanti meno di cento metri allo stesso personaggio. Direte che sono nostalgico? Preferisco Via Gino Auriemma a poeta vesuviano, perché quella strada è ormai un’arteria del mio corpo in cui, in tutti questi oltre 40 anni dalla sua denominazione, in quel nome rivedo tanti uomini e donne del nostro quartiere, poeti minori, che con i loro semplici versi fanno rivivere ogni giorno il nostro amato borgo Casamale».

Abbiamo deciso di pubblicare l’intervento dell’ingegnere Rianna perché convinti che una discussione, sia pure velatamente polemica, che induca le persone, i cittadini, a confrontarsi su un evento, ricordando al contempo personaggi illustri di Somma Vesuviana, sia costruttiva. Intanto, ricordiamo il poeta vesuviano con parole di Masulli: «Il poeta non cessa di inneggiare alla natura che si rivela in tutto il suo splendore. L’amore, invece, è cantato da Gino Auriemma nelle sue più genuine espressioni, semplice, quasi casto, sempre ardente. Segnalato in diversi concorsi nazionali, ha collaborato a molte riviste e inoltre figura in varie antologie. Ha pubblicato: Le canzoni del Ciglio in vernacolo e Accesa Terra in lingua.  Tra le opere inedite ricordiamo: Il ritorno di Venere, Salpare a Vespro e Epistole a Sica.  Nel centenario della sua nascita il Lion’s Club Palma-Vesuvio Est ha pubblicato una sua raccolta di versi inediti». Di seguito, la canzone “Muntagna ‘e stu core”.

(Fonte foto:Stella Cimmino)

 Nu parpete ‘e viento suspira

Pe’ ddint’a sti’ severe verde,

saglienne stu core se perde

nun sape addò s’adda fermà…

 Muntagna ‘e stu core, (ritornello)

te voglio assaie bene

me lieve d’è ppene

e io torno a cantà…

Na refele ‘e viento,

na fronna, nu sciore

è chisto l’ammore

ca l’voglio da te.

 ‘E Gavete, ‘o Ciglio, Castiello….

Ma quanta, ma quanta ricorde!

Ma comme nu core se scorde

Restanne luntane da te?

(ritornello)