Ritirata la determina 311 del 22 dicembre. L’opposizione: «Discutibile e al limite della legittimità».
Prima un atto d’indirizzo e poi il successivo annullamento della ormai nota determina n. 311 del 22 dicembre 2015: «Rinnovo contratto appalto/concessione servizi cimiteriali». É così che la giunta Piccolo ha messo fine alle contestazioni in primis del Movimento 5 stelle e poi dell’opposizione, eccezionalmente unita, contro una procedura di rinnovo contrattuale alquanto discutibile e al limite dell’illegittimità.
Con la determina dirigenziale (ricordiamo pure che ai Lavori Pubblici manca il dirigente e che in via temporanea il responsabile è il geometra Moccia) n 311, l’Ente comunale aveva affidato in modo diretto per ben tre anni i servizi cimiteriali alla ditta attualmente appaltata, Gruppo I Cipressi, che era in fase di scadenza. Senza bando di gara, dunque, la giunta Piccolo aveva ritenuto opportuno rinnovare l’appalto alla stessa ditta. «Niente di illegale ma- spiegavano i grillini sui social network, all’indomani dell’approvazione della determina- sicuramente un vizio di procedura c’è». Da qui, l’approfondimento dei gruppi consiliari di opposizione che, dopo ampia valutazione, decidono di firmare tutti (in 12 precisamente) un documento di sfiducia al sindaco, unitamente all’invito a rivedere la determina accusata di vizio di procedura.
Mentre i grillini si rivolgono all’Anac presieduta da Raffaele Cantone per opportune verifiche sulle procedure amministrative del rinnovo, il coordinatore di Fdi, Vittorio De Filippo, passa all’opposizione e nella sua ampia relazione cita anche il caso “anomalo” degli appalti cimiteriali. Dopo pochi giorni, altri due consiglieri, Iorio e Mocerino, del gruppo misto lasciano al maggioranza, adducendo tra i tanti motivi anche quello relativo alla contestata determina. Insomma, revoca o non revoca? L’amministrazione Piccolo si interroga e alla fine decide per l’annullamento.
Citando numerosi articoli e leggi, dalla normativa passata e quella vigente, delibera così di approvare un atto di indirizzo « a tutela dei principi di non discriminazione, di trasparenza e tutela della concorrenza nell’ affidamento degli appalti pubblici i Responsabili apicali di P.O. sono tenuti a procedere, ove non diversamente consentito dalla legge, alla scadenza dei contratti per acquisti e forniture di beni e servizi alla stipula di nuovi contratti, a seguito di espletamento di gare ad evidenza pubblica; di utilizzare la possibilità della proroga dei precedenti contratti per il tempo necessario alla stipula dei nuovi contratti».
Dunque, possibilità di proroga di pochi mesi e non di anni in attesa dell’espletamento della gara. A questo punto, atto di indirizzo alla mano, è evidente che in «autotutela» la determina «incriminata» è stata annullata e che saranno adottati tutti i provvedimenti consequenziali per l’indizione di nuova gara ad evidenza pubblica con proroga temporanea all’attuale ditta per soli sei mesi.



