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Somma Vesuviana, due furti in due settimane al plesso del II Circolo di Rione Trieste e intanto il campetto adiacente viene affidato in gestione

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Due furti in quindici giorni nella scuola primaria di Rione Trieste, nel plesso del II Circolo didattico. Il 10 novembre il dirigente scolastico e il personale si sono resi conto che durante la notte erano stati trafugati due nuovissimi videoproiettori e che i ladri, entrati dal lato giardino attraverso una finestra della scuola dell’infanzia, avevano scorazzato liberamente in tutte le aule. In quell’occasione l’antifurto non funzionò, probabilmente perché manomesso, tant’è che i malviventi ebbero il tempo di rovistare negli armadietti e nei cassetti di alcune aule e poi di smantellare lavagne interattive rubando i proiettori. La dirigente scolastica Rosaria Cetro si recò immediatamente dai carabinieri per sporgere denuncia e così ha fatto anche per il successivo furto, il 23 novembre: dopo sole due settimane, i ladri si sono introdotti ancora nella scuola, hanno divelto una lavagna interattiva e portato via ancora un videoproiettore. L’antifurto ha evitato, questa volta, che i balordi continuassero lo scempio in altre aule. Subito dopo il furto del 10 novembre, il sindaco Salvatore Di Sarno dichiarò l’intenzione, appena ve ne fosse stata la possibilità, di installare telecamere in ogni scuola oltre a disporre, l’indomani del primo furto di novembre, un sopralluogo tecnico propedeutico all’installazione di un antifurto perimetrale, necessario ad impedire l’accesso di ignoti al cortile della scuola.

Un deterrente, certo. Ma altrettanto potrebbe diventare, con opportuni accorgimenti, il campetto che è alle spalle della scuola e che ha una storia amministrativa oltremodo travagliata. Progettato dalla giunta D’Avino, realizzato durante le gestioni successive e poi per vari motivi e circostanze lasciato all’incuria e preda dei vandali. Sul finire dello scorso anno fu affidato in gestione, per un progetto di recupero, all’Accademia vesuviana di tradizioni etnostoriche presieduta da Biagio Esposito, che si aggiudicò il bando per manifestazione di interesse alla stipula di un contratto di partenariato sociale con fini di manutenzione e valorizzazione. L’affidamento fu disposto dalla commissione comunale nominata con determina dirigenziale e presieduta dall’architetto Monica D’Amore, a fronte di un canone di 900 euro. Però, a dicembre 2016, dunque poche settimane dopo, l’assessore allo sport e patrimonio della giunta Piccolo comunicava agli uffici la volontà di «implementare l’area dotandola di tutto quanto necessario per consentirne un uso pieno e continuo nel tempo affinché la stessa possa diventare un impianto sportivo a tutti gli effetti”. Si decise, insomma, di non procedere alla ratifica dell’affidamento provvisorio ritenendo le proposte (quella dell’Accademia e una seconda) «non idonee alle finalità dell’Ente».

Ora, con delibera di giunta di metà ottobre scorso, l’amministrazione Di Sarno ribalta la situazione ritenendo opportuno dare corso al procedimento iniziato e giunto fino all’affidamento provvisorio. Salvo variazioni in corso d’opera, la struttura andrà quindi in gestione all’Accademia presieduta da Esposito: si tratta di un’area attrezzata con strutture a carattere ricreativo, con un campo di calcetto, una pista di bocce, un’area gioco e spazi di disimpegno. Al momento preda dei vandali, con tombini divelti e luogo monitorato dalle forze dell’ordine perché ritrovo di malviventi dediti allo spaccio e al consumo di stupefacenti. La sua riqualificazione, e le opportune modifiche che competeranno a questo punto ai gestori, potrebbero servire da deterrente anche per i ripetuti furti alla scuola adiacente.