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Somma Vesuviana, esperti al Majorana: la tutela ambientale

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“La tutela ambientale in aree a forte contaminazione”. Questo il titolo del convegno tenutosi  ieri mattina all’ITI  E. Majorana e che ha visto tra i relatori nomi illustri del mondo  universitario e esperti della formazione. Sul tavolo, alla presenza di centinaia di alunni, docenti ed ex alunni, laureati e laureandi, il delicato tema della contaminazione ambientale e la ricerca degli strumenti necessari alla tutela dei nostri territori.

I lavori si sono aperti con il saluto del primo cittadino di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno: “Sono particolarmente contento quando partecipo ad iniziative che coinvolgono i giovani e che garantiscono loro formazione e opportunità occupazionali. Quest’estate abbiamo assistito alla terribile emergenza incendi che ha contaminato le nostre bellissime terre e  mi conforta sapere che da qui, da Somma Vesuviana, partono e si promuovono corsi sulle tematiche ambientali. Chi parteciperà a questo corso diventerà una risorsa preziosa per promuovere iniziate volte alla salvaguardia e alla tutela del nostro territorio. Un plauso dunque agli organizzatori e l’augurio ai giovani che intraprenderanno questo importante cammino”. “Questa amministrazione- ha aggiunto l’assessore all’istruzione Giovanni Salierno- accoglie con entusiasmo progetti di tale valenza formativa e li sosterrà in ogni modo possibile”.

Ha espresso soddisfazione il preside dell’Iti Majorana, Giuseppe Crotoneo: “Siamo molto felici di essere partner di questo corso e soprattutto di dare ai nostri studenti questa opportunità. L’ obiettivo è che i nostri alunni siano protagonisti di un importante percorso formativo con interessanti sbocchi occupazionali”.

E’ stato il dottor  Armando Mauro, presidente del consorzio Forma, ente accreditato per la formazione professionale, a spiegare a un pubblico curioso  tutti i dettagli del progetto a partire dalla compilazione della domanda fino alla scadenza prevista per il 21 novembre. Mauro ha risposto ad ogni domanda, sottolineando la valenza formativa e occupazionale del progetto TERR.A che si strutturerà in tre anni. “I Tecnici Superiori qualificati- spiega   Mauro, responsabile del corso “TERR.A.”–  potranno lavorare in imprese ed enti per il monitoraggio delle risorse idriche, l’individuazione di fattori di rischio, la prevenzione dell’inquinamento ambientale, la gestione delle risorse territoriali e la realizzazione dei Sistemi Informativi Geografici e degli Osservatori ambientali”.  

La parola è poi passata ad un grande accademico,  Giuseppe Luongo, professore emerito di Geofisica della Terra solida all’Università Federico II di Napoli e a lungo direttore dell’Osservatorio Vesuviano  nonché direttore del comitato scientifico del consorzio Forma. In poche e chiarissime  battute, Luongo spiega il senso del progetto e ne sottolinea i tre obiettivi principali: conoscenza, strumenti, monitoraggio. “Viviamo in un ambiente sempre più contaminato  e per intervenire è necessario conoscerne le sue caratteristiche e poi decidere come operare perché gli effetti negativi di qualsiasi attività diventino positive. Prima la  conoscenza e poi gli strumenti per monitorare il territorio. Questo corso ha l’obiettivo di dare metodo e conoscenza, vuole insegnare a come fare le cose”

Altrettanto chiaro e diretto l’intervento del direttore del Dipartimento di chimica della Federico II,  Rosa Lanzetta: “L’ateneo Federico II è la più antica università italiana ed europea. Abbiamo una grossa responsabilità nel portare sulle spalle una tradizione e un nome così elevata. Lo vogliamo fare e lo stiamo facendo, non solo portando al top la ricerca e la didattica ma anche con la cosiddetta terza missione: vuol dire uscire dalle aule e dai laboratori, aprirsi al territorio, venire qui all’Iti Majorana e lavorare insieme, fare insieme ciò che serve alla società. Una società che necessita anche di figure professionali intermedie tra diplomati e laureati.  Insieme riusciremo a dare un contributo per migliorare l’ambiente che ci circonda”.

Tra i partner del progetto, la RS Ravenna rappresentata da Francesco Riccio, che ha presentato il corso di tecnico per l’ambiente con parole appassionate, definendolo “di alto profilo culturale”.

A concludere i lavori, una delle anime del progetto, il prof Emanuele Coppola, direttore dei beni culturali del complesso Santa Maria del Pozzo e attualmente docente dell’Iti Majorana: “Al di là del rischio Vesuvio, al di là degli incendi, noi viviamo in un territorio bellissimo e ricco di storia, di cultura millenaria.  E la tutela del territorio passa anche attraverso la riqualificazione e la salvaguardia del nostro patrimonio. Perciò questo corso  prevede anche alcune lezioni finalizzate a conoscerlo, visionarlo, ispezionarlo”.