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Somma Vesuviana, gli alunni del Terzo Circolo alla scoperta del Regno delle Due Sicilie

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Tre giorni (29,30 e 31 maggio) in cui le quinte classi del III circolo didattico di Somma Vesuviana si sono cimentate nella drammatizzazione finale del progetto curriculare ed extracurriculare dal titolo «C’era una volta…il Regno delle Due Sicilie».

Conoscere le fondamentali tappe storiche del Regno delle due Sicilie fino al 1860 con l’avvenuta Unità d’Italia; saper confrontare ed elaborare criticamente le due verità storiche sulla caduta del Regno delle due Sicilie e sulla formazione dell’Unità d’Italia, ovvero la verità “canonica”, descritta e raccontata nei libri di storia tuttora vigenti nelle istituzioni scolastiche e la verità “emergente”, descritta e raccontata da autori contemporanei quali per esempio Pino Aprile e Gigi Di Fiore: ecco gli obiettivi del progetto nel quale sono stati sviscerati argomenti quali primati, patrimonio culturale, artistico e amministrativo della Dinastia Borbone, la storia dell’Unità d’Italia e del Brigantaggio, evidenziando le biografie dei più audaci briganti come Carmine Crocco e Ninco Nanco.

Le scolaresche sono state entusiaste nella scoperta di un “loro” passato storico regale e splendente quale quello borbonico e di un altro, audace e temerario, quale quello dei briganti che rivendicarono “la terra del Sud”. Ascoltato, compreso, analizzato e confrontato tutto l’aspetto contenutistico dell’attività progettuale è stato, poi, redatto un testo teatrale, arricchito da brani musicali e da movenze coreografiche, il cui assemblaggio, ha realizzato la drammatizzazione finale.

La platea scolastica degli alunni coinvolti (circa 90) ha decantato i fasti di Napoli capitale del Regno delle due Sicilie e la distruzione del ricordo dell’amata vecchia terra, resa misera colonia; ha decantato “Canto la terra mia, ‘na terra senza valore ca nun se sape comme tene sempe ‘n’invasore!”

Ha poi concluso: «Finisce così questa nostra passeggiata storica e tutti noi abbiamo imparato che conoscere le nostre radici storiche rafforza la nostra identità personale, ci rende autentici e ci trasmette tanta autostima per meglio confrontarci con altre realtà a noi circostanti. Abbiamo capito che avere coscienza della nostra individualità ci permette di essere aperti e di accettare, costruttivamente, le diversità, di tollerarle, di integrarle, di includerle e di gettare tanti ponti relazionali in tutte le direzioni dei meridiani e dei paralleli terrestri!».

Il messaggio formativo mediato è stato: «Consapevolezza, tolleranza, inclusione, autostima e rispetto della diversità universale si acquisiscono con la conoscenza di me stesso e delle mie radici storiche, geografiche e antropologiche!».

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