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Somma Vesuviana, il servizio di illuminazione pubblica sarà esternalizzato e andrà a gara sulla base di un progetto di finanza

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Giuseppe Nocerino

La presa d’atto del capitolato già approvato dalla giunta comunale il 5 settembre scorso e che prevede l’esternalizzazione del servizio di illuminazione pubblica (gestione integrata, progettazione, realizzazione di interventi di efficienza energetica, messa in sicurezza rete con integrazione di servizi smart city) passa con quattordici voti di maggioranza e cinque «no» dai banchi di opposizione: quelli dei soli consiglieri presenti Pasquale Piccolo, Umberto Parisi, Vincenzo Piscitelli, Salvatore Rianna e Antonio Granato. Attacchi e accuse dai consiglieri Piscitelli e Rianna.

Il progetto di finanza sposato dalla giunta e poi approdato in consiglio comunale è stato ideato e coordinato da Esco Campania della quale è amministratore delegato il già senatore ed ex vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano.  Nella proposta presentata, e ora condivisa dall’amministrazione comunale, sono coinvolte quattro aziende che dovranno, in caso di aggiudicazione della gara, costituire una ATI (associazione temporanea di imprese). Il progetto è stato presentato al Comune di Somma Vesuviana il 3 gennaio 2017 (da un soggetto promotore che è appunto Esco Campania Srl con altre società). Punta su tre aspetti fondamentali: l’ammodernamento dell’attuale impianto con la sostituzione di tutti i corpi illuminanti presenti con più moderni Led; la messa in sicurezza dell’attuale impianto con la sostituzione di quadri elettrici, pali e cavi aerei oggi in condizioni fatiscenti e a rischio sicurezza; l’innovazione costituita dalle componenti Smart City, ossia colonnine per la ricarica elettrica, postazioni wi fi, pannelli informativi multimediali. «Non vi sarà alcun costo a carico dell’amministrazione comunale – fanno sapere da Esco Campania – l’intervento rientra nell’ottica delle Esco società nate per finanziare i propri progetti ed essere remunerate con il risparmio energetico conseguito».

Salvatore Rianna

Questo il progetto in estrema sintesi, ma la presa d’atto è stata votata a soli colpi di maggioranza mentre dai banchi di opposizione è arrivata una bocciatura senza appello, anche se con motivazioni diverse. L’ex sindaco Pasquale Piccolo ha precisato nel suo intervento che mai gli sarebbe stata recapitata la delibera di giunta del 5 settembre che condivideva e approvava il progetto. Il consigliere Piscitelli ha sollevato una questione che ha tenuto banco per un bel po’ sostenendo che la delibera giunta in consiglio non fosse, di fatto, una presa d’atto ma il progetto di un’opera pubblica mai passato nell’apposita commissione, innescando duri scontri – a tratti folkloristici- con i consiglieri di maggioranza Nocerino, Aliperta e Molaro. Il consigliere Rianna ha invece sollevato una questione di merito, facendo riferimento ad un adempimento mancante nella documentazione: la relazione propedeutica prescritta da un comunicato (14 settembre 2016) del presidente Anac (autorità nazionale anti corruzione) Raffaele Cantone.

Vincenzo Piscitelli

Il progetto è stato illustrato dal consigliere Nocerino. «Molti di noi presenti in quest’aula- ha esordito il consigliere di maggioranza- hanno avuto modo di conoscere dal bilancio comunale di che portata sia l’emorragia di soldi che riguarda la pubblica illuminazione. Dal 2006 ci sono relazioni tecniche che attestano l’esigenza di rinnovare tutto l’impianto e andare verso l’efficientamento energetico: il capitolo di spesa relativo è un pozzo senza fondo. Questo progetto di finanza che la giunta ha adottato è completo in ogni sua parte ed è stato considerato di interesse pubblico nonché a conoscenza di tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, fin dai primi di settembre». «Oggi- ha proseguito Nocerino- se cade un palo della luce occorre una determina d’urgenza da parte dell’Utc per la sostituzione e va fatto notare che, nei soli due mesi appena trascorsi, sono stati spesi ben 40mila euro. Esternalizzando il servizio cediamo tutto in concessione a chi vincerà una gara ad evidenza pubblica attraverso un progetto che abbiamo fatto nostro. Ora spendiamo circa un milione di euro ogni anno, chi vincerà dovrà garantire energia, rinnovamento, software per controllo, sanare zone che al momento non hanno diritto ad usufruire della pubblica illuminazione. Sarà una spesa cristallizzata su un certo numero di anni e senza rinunciare ad intercettare fondi europei e regionali. È un atto fondamentale per Somma Vesuviana che si sarebbe dovuto fare già un anno mezzo or sono, quando potevamo contare solo su un ufficio Lavori Pubblici che non era in grado».

La discussione in aula è poi degenerata con scontri tra Nocerino e Piscitelli il quale ha continuato a sostenere ad oltranza che senza il passaggio in commissione Lavori Pubblici (il progetto è passato in commissione bilancio) il progetto non sarebbe dovuto, a norma di regolamento, approdare in consiglio comunale. Gli ha replicato il segretario generale Buono: «Non si fa altro che richiamare la delibera di giunta già approvata».

Remore fortissime, ma sul merito della delibera, le ha espresse il consigliere Salvatore Rianna: «Senza alcuna vena polemica, ma quello che salta agli occhi è il soggetto proponente, un ex politico pomiglianese, e l’esperienza delle società coinvolte che si ripartiranno gli utili, cimentatesi finora soltanto con gestione e forniture di gas in nove città».  «Manca inoltre – ha proseguito Rianna – la relazione che deve precedere la scelta di un progetto di finanza di questo tipo e prescritta dall’Anac con comunicato del presidente datato 14 settembre 2016».