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Somma Vesuviana, il via ieri alla Festa dell’Unità. Il segretario locale Auriemma: “Dialogo con l’amministrazione”

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Oggi altri appuntamenti per la quarta kermesse dei giovani Dem, ma l’apertura è di quelle che – pur con la piazza non gremita – ottengono il risultato: attirare l’attenzione su un territorio dove il partito ha vissuto momenti difficili. Si è iniziato con le rappresentanti Gd, la segretaria Tartaglione e il segretario locale Auriemma, oltre che con due ospiti, il sindaco Salvatore Di Sarno e il presidente del Parco Vesuvio, Agostino Casillo. Poi le interviste di Ragone e D’Errico: al presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, e al presidente Pd, Matteo Orfini. 

«Torna il Pd»- recitano i manifesti dei Giovani Democratici che hanno voluto organizzare la quarta Festa dell’Unità in provincia. È la prima volta che accade e la scelta del luogo, Somma Vesuviana, non è un caso. Qui il Pd è balzato agli onori della cronaca durante l’ultima tornata elettorale amministrativa «per fatti non positivi» ricorda eufemisticamente la segretaria regionale Assunta Tartaglione, liquidando poi la questione con poche parole: «Abbiamo elaborato la situazione con abbondanti analisi, ora è importante ricostruire da qui, lavorare insieme, tessere prendendo esempio dai Gd che dimostrano entusiasmo e passione, con loro vogliamo costruire il Pd di domani». «Tessere», nel senso di ricucire il partito. Questo hanno voluto fosse il tema della festa i Giovani Democratici, nella città in cui il Pd non si è presentato alle elezioni dopo il forfait del candidato in pectore alla carica di sindaco: il medico Giuseppe Bianco rinunciò alla corsa, denunciando più tardi pressioni e minacce da parte di ignoti. La Procura aprì un’inchiesta di cui al momento non si ha più notizia. E il partito, guidato oggi come allora dal segretario Giuseppe Auriemma, decise di non presentare la lista per «protesta».

Dunque non hanno, i dem, rappresentati nell’amministrazione locale al cui vertice c’è il sindaco Salvatore Di Sarno, presente ieri alla Festa Pd ed eletto con una compagine formata da civiche, Verdi, Psi e Udc. «Non sono un uomo di sinistra- ha detto il sindaco al tavolo del convegno di apertura della Festa dell’Unità, accanto ad Assunta Tartaglione, al segretario locale, al presidente del Parco Vesuvio Agostino Casillo, ad Ilaria Esposito (segretario Gd Napoli) e Francesca Scarpato (Gd Campania) – mi sento invece un democristiano che crede nei valori ed oggi mi sento di condividere con i giovani del Pd quelli più belli, come i rapporti di amicizia, nella vita ed in politica».  La piazza dell’esordio della Festa che durerà fino a domani non era quella delle grandi occasioni, poco più di cento persone per i saluti iniziali e poi per l’intervento del presidente Anac, Raffaele Cantone. «La festa sta carburando, avremo altri appuntamenti – dice il segretario Auriemma – ritessere i rapporti tra istituzioni e territorio è il punto focale. Viviamo una stagione congressuale, ora dobbiamo dialogare con l’amministrazione in carica, fare da pungolo ed essere costruttivi, proporre, far sì che la comunità venga prima degli interessi di partito, sviluppare una sinergia per il piano urbanistico comunale, il centro storico, i problemi dei giovani». E che si voglia tessere, ricostruire, partendo da Somma, cuore della Città Metropolitana, è stato chiaro dagli interventi delle rappresentanti dei Giovani Dem. «Questi territori hanno bisogno della nostra presenza, è opportuno riconnettersi con la piazza» – ha detto Ilaria Esposito. La chiusura è toccata al presidente del Parco Vesuvio, Agostino Casillo. Già, perché uno dei motivi che hanno spinto i Gd a scegliere Somma Vesuviana è, oltre alla défaillance elettorale del partito a maggio scorso, il momento difficile, la tragedia vissuta dai territori del Parco devastato dagli incendi estivi. «Il corto circuito è tra due parole- ha detto Casillo – “politica” e “politiche”: occorre tradurre la politica in politiche, vale a dire in azioni, concrete. Affermando con chiarezza che i temi dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente sono centrali. Trasformare gli slanci ideali in politiche concrete per il territorio».