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Somma Vesuviana, la scuola “San Giovanni Bosco -Summa Villa” dedica una targa a Luisa Granato

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L’intervento che segue, fattoci pervenire in redazione dal docente Vincenzo Coppola, racconta come è nata l’idea di rendere omaggio ad una vittima dei tragici eventi avvenuti a Somma Vesuviana il 1 ottobre del 1943, quando persero la vita – per mano dei tedeschi – tre cittadini sommesi Michele Muoio, Ciro Giannoli e appunto la Granato, uccisa laddove ora c’è la targa in suo ricordo. Gli eventi commemorativi sono stati organizzati sotto la guida del dirigente scolastico prof. Ernesto Piccolo.

Lunedì 2 ottobre, al civico 4 di via Casaraia, è stata scoperta una lapide che ricorda Luisa Granato e le altre vittime del I ottobre sommese.

Alla presenza delle autorità locali, con tanto di musica e corteo, si è onorato il luogo in cui Luisa fu uccisa in quel triste e lontano ottobre del 1943.

Sono, ormai, diversi anni che su proposta di alcuni docenti, la scuola “San Giovanni Bosco-Summa Villa” approva e supporta percorsi di approfondimento su quegli eventi.

Docenti ed alunni delle varie terze del corso B si sono recati sui luoghi degli eventi, nelle biblioteche, nelle case a cercare informazioni, riscrivendo di volta in volta quella pagina di storia.

I ragazzi, sempre sostenuti dal Preside, si sono impegnati in varie attività di ricerca spesso anche oltre l’orario scolastico producendo video, racconti, documentari e interviste.

Ma la storia di Luisa li ha coinvolti e appassionati particolarmente perché la sua è una morte che nasce dall’amore. L’amore di una madre che volendo a tutti i costi accontentare la sua bambina, sfidò “fiduciosa” la furia dei tedeschi. Quei soldati tedeschi che, invece, erano carichi della rabbia dei “traditi”.

L’intervista alla signora D’Amato, la bambina del ’43, diventa per i ragazzi fonte di forte commozione e riflessione, tutto viene rievocato con particolari vividi e dolorosi. Nasce lì, in quella stanza la volontà di fare qualcosa per alimentare il ricordo di quella storia. Così l’idea di una lapide commemorativa, perché una strada, una piazza, un portone, un muro raccontano storie che fanno la Storia.