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Somma Vesuviana, l’azienda Auricchio compie 140 anni

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Un traguardo storico che sarà ricordato domattina – venerdì 22 settembre – nella conferenza stampa convocata per le 11 alla sede di via Pomintella 67 a Somma Vesuviana. L’azienda è nata a San Giuseppe Vesuviano ed è oggi portavoce dell’eccellenza nel mondo.  Lo scorso 22 marzo, il Ministero dello Sviluppo Economico emise un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica «Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico» dedicato alla Gennaro Auricchio, appunto per celebrare i 140 anni dalla fondazione.

La prima produzione del Provolone a firma di Gennaro Auricchio risale al 1877. Fatto a mano, da sempre, da quattro generazioni.  L’azienda è eccellenza italiana nel mondo e il formaggio porta tuttora il nome del fondatore. Ogni Provolone Auricchio è reso unico dalla mano di esperti casari che lo modellano con procedure rimaste identiche alle origini e dall’ingrediente speciale noto come il «segreto di don Gennaro» che lo rende inconfondibile.

Fu nei primi anni del ‘900 che il Provolone Auricchio superò i confini italiani arrivando negli Stati Uniti, negli Italian Store di Little Italy, fra i numerosi migranti italiani, partiti per l’America in cerca di fortuna e desiderosi di ritrovare anche oltreoceano i propri sapori. Verso la fine degli anni ‘70 la produzione si concentra soprattutto nella pianura Padana e cresce notevolmente, determinando l’avvio del moderno stabilimento di Pieve San Giacomo, alle porte di Cremona, dove entrano giornalmente quattromila quintali di latte “caldo”, conferiti da oltre 40 aziende agricole locali. Nel 1992 di fronte alle avvisaglie della crisi economica e allettata dalla generosa offerta di una multinazionale straniera, una parte della proprietà mette in vendita il 50% dell’azienda. L’allora Presidente Gennaro Auricchio, nipote dell’omonimo fondatore, nonostante i quasi 80 anni di età, con l’aiuto dei figli Antonio, Gian Domenico e Alberto, rileva le azioni in vendita e ricompone la proprietà in un unico nucleo familiare, come era nel lontano 1877. Da questo evento parte il nuovo rilancio di Auricchio. Investimenti nelle sedi produttive e acquisizioni di marchi e stabilimenti (primo tra tutti la Ceccardi di Reggio Emilia) portano rapidamente i 50 milioni di fatturato del ’92 agli oltre 90 milioni del ’96. L’inaugurazione poi di un “concentratore di siero” all’avanguardia in Europa, porterà l’azienda a essere tra le prime industrie alimentari al mondo a gestire una filiera eco-compatibile. Il 1997 vede l’acquisizione della divisione prodotti ovini Locatelli che permetterà di portare internamente l’intero ciclo di lavorazione del latte ovino. Auricchio diventa così un’azienda casearia con una gamma unica sul mercato, cui si aggiungerà la commercializzazione del marchio Locatelli per gli USA e il lancio del nuovo sigillo di qualità “Riserva Esclusiva Auricchio”.

Tra il 1998 e il 2002, la società intraprende una coraggiosa strategia di marketing: ogni spicchio di Auricchio viene riconosciuto attraverso la texture che ricopre il formaggio, per sigillarne l’originalità. La campagna pubblicitaria televisiva, con il noto claim “se non lo vedi, … non ci credi” sostenuto da diversi testimonial del mondo dello spettacolo, attribuisce una profonda riconoscibilità al prodotto e al brand Auricchio. Oggi la comunicazione è affidata a un nuovo concept: «Auricchio. Fatto a mano. Da sempre» che punta sull’eccellenza e l’artigianalità.

Per ricordare i primi 130 anni dalla fondazione, nel 2007 viene pubblicato un volume «Auricchio 1877-2007: 130 anni di storia».  L’azienda prosegue poi il suo sviluppo attraverso importanti acquisizioni: attualmente Auricchio SPA conta otto unità in Italia oltre alle due filiali commerciali in USA e Spagna. Esporta in oltre 50 Paesi nel mondo, rappresentando un marchio da sempre portavoce di antiche tradizioni casearie, ma anche promotore di modernità.