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Somma Vesuviana, le Suore Trinitarie costrette a chiudere la scuola primaria: «Ignorate dalle Istituzioni».  

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Sessant’anni di servizio culminati nella sofferta, ma necessaria, decisione di chiudere i battenti.

 

Dopo oltre sessant’anni le Suore Trinitarie chiudono la Scuola Primaria. Anni ed anni di impegno per il territorio non sono pochi, anzi.  In tutti questi anni l’Istituto ha accolto, in regime diurno e notturno, centinaia di ragazzi orfani curandoli, istruendoli, proteggendoli, dando loro l’opportunità di essere inseriti nella società. Il collegio con il tempo è diventata Casa Famiglia e ha offerto per anni importanti servizi sociali sul territorio. Le suore Trinitarie  hanno accolto nella scuola numerosi bambini e ragazzi della nostra città appartenenti ad ogni categoria sociale svolgendo attività educativa e formativa a tempo pieno.  La scuola, la mensa, lo svago, il doposcuola e, tra gli obiettivi primari, l’evangelizzazione delle nuove generazioni.

Qui la storia delle Suore Trinitarie a Somma Vesuviana.

Per anni e fino a pochi anni fa le Trinitarie con una retta media, commisurata al tempo scuola offerto, hanno tenuto in piedi diverse sezioni di scuola dell’infanzia e dieci classi di scuola primaria, due classi parallele per ogni anno scolastico. In ogni classe il docente unico, il docente di sostegno e quello di inglese, con vari Progetti didattici realizzati nel corso del tempo.

Con il passare degli anni da privato, l’Istituto diviene parificato e poi paritario. «Paritario  – sottolinea suor Maria Lucia- solo dal punto di vista giuridico, ma non dal punto di vista economico; i pochi contributi erogati, con notevoli ritardi e non commisurati alle spese, son andati sempre più assottigliandosi. Per il calo delle iscrizioni è stata necessaria prendere la  triste decisione di chiudere l’attività».

Dunque, cade anche la leggenda metropolitana diffusasi in città, quella della Superiora che avrebbe “licenziato” le docenti senza motivo. Il motivo c’ è, anzi più di uno: il calo delle nascite con la conseguente riduzione degli iscritti, la crisi, l’indifferenza delle Istituzioni.

Della situazione è stato informato anche il sindaco, Salvatore di Sarno, il quale si è detto disponibile a intervenire.  Il primo cittadino andrà a trovare la madre Superiora per capire meglio il da farsi ma non per la scuola: ormai l’attività è terminata. Sull’eventualità di fittare  la struttura, Suor Maria Lucia non si pronuncia: “valuteremo tutte le soluzioni e nel frattempo concentreremo le nostre attenzioni e il nostro impegno sulla scuola dell’Infanzia che continua a funzionare, compresa la sezione Primavera. L’Istituto è nato proprio per l’educazione e come tale abbiamo ricevuto una formazione e una preparazione specifica a riguardo.  Accogliamo perciò i bambini dai due a sei anni quando sono alla soglia dell’inizio della scuola dell’obbligo per esplicare il nostro carisma di educatrici e di religiose educatrici.

L’ Istituto, come sempre, vuole essere e rimane un punto di riferimento per coloro che frequentano periodicamente incontri a carattere religioso, perché oltre alla nostra disponibilità e preparazione professionale all’insegnamento siamo impegnate soprattutto nella missione evangelizzatrice per trasmettere con umiltà e consapevolezza il messaggio di Cristo. Inoltre- conclude Suor Maria Lucia-  siamo impegnate nelle attività parrocchiale con la catechesi per la preparazione dei ragazzi ai  sacramenti, con le visite a domicilio agli anziani e la somministrazione dell’eucaristia e altre attività  rivolte ai giovani”.

(per la foto e la storia si ringrazia Alessandro Masulli)