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Somma Vesuviana. Salvataggio Dema: i tagliatori di teste vogliono licenziare 24 lavoratori

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Il fondo inglese Bybrook si è dichiarato disponibile a salvare l’azienda di componenti aeronautici Dema di Somma Vesuviana. Bybrook è il nuovo investitore di cui era alla disperata ricerca la dirigenza della società sommese. Finora si erano tirati indietro, con eclatanti quanto mai chiariti colpi di scena, l’azienda matesina Seri e il fondo americano LCV. Ma con l’arrivo degli inglesi è tornata la speranza. Però il salvataggio delle fabbriche Dema di Somma Vesuviana (600 addetti ), di Paolisi e Brindisi (200 addetti) è vincolato ai tagli. E’ dunque il momento dei tagliatori di teste. Che hanno scelto come primi agnelli da sacrificare sull’altare del rilancio 24 dipendenti che non sono mai più usciti dalla cassa integrazione, iniziata un anno fa. Intanto per loro la procedura di licenziamento è allo scadere. L’ultimo confronto in sede istituzionale è previsto per il 29 settembre, all’Ormel, l’ufficio regionale del lavoro. Se in quell’occasione non spunterà un accordo tra azienda e sindacati questo gruppo di lavoratori è destinato a perdere il posto entro i primi di ottobre.  Negli ultimi giorni i dipendenti che stanno rischiando grosso hanno formato un presidio davanti ai cancelli dell’impianto di via San Sossio. Hanno messo anche degli striscioni sul recinto: « No ai licenziamenti », « 24 famiglie senza futuro ».  Ma non hanno trovato la solidarietà dei colleghi. Sono rimasti isolati. Ieri il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, ha inviato un messaggio di sostegno alle maestranze che in questo momento sono minacciate dal provvedimento di estromissione forzata.