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Somma Vesuviana/Amministrative 2017, Di Sarno inizia la sua corsa dal Casamale: «Sarò cittadino tra i cittadini, voglio una città normale».

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Il candidato sindaco Salvatore Di Sarno

Un po’ di emozione e di timore, come lui stesso ha confessato prendendo il microfono per dare il via alla sua campagna elettorale che ha deciso di iniziare dal borgo antico della città, qualche nota di folklore e la semplicità di chi si presenta come aspirante «sindaco operaio», colui che se scelto dagli elettori quale primo inquilino di Palazzo Torino sa già che «scenderà in piazza a fine agosto per vedere se ci sono buche in strada», che «uscirà di notte a verificare se la città è davvero pulita», che «si alzerà alle cinque del mattino e andrà insieme agli operatori ecologici per assicurare che il ciclo dei rifiuti abbia un iter virtuoso».

«E poi impegno, delibere, programmazione, ma non è semplicissimo» – dice Di Sarno (Svolta Popolare, Udc, Verdi, Psi, Liberamente, Siamo Sommesi) prima di dire il motivo per il quale ha scelto quella piazzetta del Casamale con sullo sfondo la montagna e intorno opere incompiute. «È proprio qui, nel borgo antico che dovranno tornare i fasti del passato, ma questo dipende da chi gestirà la macchina comunale».  Ancora in preda all’emozione, dalla quale però si riprenderà in corso d’opera –  per lanciare battute ai suoi competitor o per informare goliardicamente la platea circa le sue preferenze sulle quali qui invochiamo la privacy – Di Sarno fa autocritica e si assolve al tempo stesso: «Noi veniamo da un periodo di stallo e per undici anni io sono stato consigliere comunale e anche assessore- ricorda- ma per citare un vecchio proverbio devo dire che una sola noce nel sacco non fa rumore».

photo by Tommaso Rea

Di Sarno però, quasi sempre all’opposizione, per un periodo ha anche «gestito» in prima persona. Da vicesindaco di quel Ferdinando Allocca di cui ora deve affrontare il figliolo (Celestino) nella corsa al Comune, e poi da sostituto, o meglio sindaco «facente funzioni» dal momento in cui venne a mancare. «Era una persona a me cara, l’ho rispettato dal primo giorno – ricorda- ma i mesi successivi sono stati all’insegna dell’uno contro tutti, cioè io contro gli altri, da solo. Tutti provavano a tirarmi per la giacca e ho resistito nove mesi, forse non avrò fatto molto, ma è vero anche che non sono stato destinatario di alcun avviso di garanzia».

Undici anni di politica ha alle spalle Di Sarno e, in questo lasso di tempo, Somma Vesuviana è andata al voto cinque volte. «Elezioni che ci sono costate circa un milione e duecentomila euro di soldi pubblici dal 2001 fino ad oggi. In questa città c’è chi ha fatto il bello e il cattivo tempo ma Somma Vesuviana non merita questo, quattro o cinque famiglie non possono gestire a piacimento le sue sorti: c’è bisogno di lavoratori onesti, di chi vada ad amministrare rimboccandosi le maniche dal mattino alla sera, di una squadra onesta e competente, che risolva i problemi».

La normalità, quello che manca a Somma secondo Di Sarno. «Mi guardo in giro da questo palco e vedo immondizia a terra, lo scempio di un palazzone incompiuto che doveva diventare una struttura in grado di accogliere anziani e che è morta lì, per incuria, una piazzetta iniziata e mai finita, un borgo dove il piano del colore è cosa sconosciuta». E dettaglia quanto vorrà fare da «sindaco cittadino»: il casermone rudere che mai diverrà ospizio dovrà servire come laboratorio di idee ad associazioni certificate, le ricchezze e le tradizioni del Casamale dovranno essere in primo piano, le opere incompiute terminate.

«Lo stallo dipende dai politici, noi abbiamo poche idee ma tutte buone e si deve vergognare chi va a chiedere voti ogni quattro anni per poi abbandonare a sé stessi i cittadini, per fregarli. La politica richiede soluzioni, richiede uomini che abbiano idee e che sgobbino dalla mattina alla sera».

Il passaggio del discorso di Di Sarno sulla macchina comunale è incentrato sulla formazione dei dipendenti, su nuove assunzioni per i vigili, su benefit solo e unicamente a chi lavora. «Io non voglio essere il sindaco di tutti, ma solo delle persone oneste, di coloro che pagano le tasse, di chi lavora».

Politiche per la famiglia, per i disabili, per le fasce deboli, potenziamento degli uffici, aiuti e sostegno ai giovani che si lanciano in imprese sul territorio, servizi validi e meno tasse grazie ad un recupero dell’evasione. «Sarà una buona gestione finanziaria a creare effetti positivi – prosegue Di Sarno – e recupereremo i giovani facendoli anche partecipare alla vita amministrativa con un consiglio comunale non solo dei ragazzi ma delle forze fresche dai 18 ai 25 anni».

Un affondo a due degli avversari, evidentemente Allocca e Rianna, lo lancia così: «La politica si fa con il cuore fino ad un certo punto, poi occorrono mente ed azione». E il cuore si sa, è divenuto segno distintivo del candidato di centrodestra. E poi: «Qualcuno ha detto che non ho fatto nulla nei mesi in cui governavo la città, ma vedrà di cosa sono capace». E questa era per Rianna che nella sua apertura di campagna elettorale nella piazzetta di Rione Trieste aveva fatto riferimento all’inefficienza di un certo «facente funzioni».

Pochi i riferimenti del candidato sindaco alla vicenda che un clamore mediatico mai verificatosi prima in città, ha raccontato come fatta di minacce e intimidazioni. «Nelle mie liste tutti ci hanno messo la faccia, senza costrizioni, nessuno ci ha dato fastidio».

Parla poi di cultura e delle ricchezze artistiche, delle risorse di Somma Vesuviana, Di Sarno. Delle periferie e delle strade da recuperare, di piazza Europa e della mancanza di spazi per i bambini, delle scuole prive di certificati antisisma, di Santa Maria a Castello e dei sentieri del Somma – Vesuvio. Vorrebbe un servizio bus nelle periferie, della zona Pip e della necessità di attirare nuove aziende a Somma Vesuviana, di una gestione delle tasse semplice ed efficiente.

«Somma ha bisogno di persone per bene e qui con me ce ne sono molte. La nostra città merita di più e noi possiamo farcela, non perderemo più ricchezze e posti di lavoro. E da sindaco sarò cittadino tra i cittadini».