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Somma Vesuviana/Amministrative 2017, Pasquale Piccolo alla riscossa: «Per chi ha tradito gli elettori c’è una sola parola: vergogna!»

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La squadra di Pasquale Piccolo sul palco del Summarte

Una apertura di campagna elettorale sui generis, «democratica» nel senso che l’ex sindaco dimissionario Pasquale Piccolo non ha voluto il classico comizio ma, dopo le sue parole forti – un atto di accusa contro la sua ex maggioranza ora migrata sui fronti avversari – ha voluto che la parola passasse alla platea, offrendosi alle domande dei giornalisti e dei cittadini.

I candidati di Onda Bianca e l’Aurora, le loro famiglie, numerosi cittadini e qualche «osservatore» si sono ritrovati ieri al Summarte per la manifestazione che ha dato il via alla campagna elettorale dell’avvocato Pasquale Piccolo, eletto sindaco nel 2014 e dimissionario da pochi mesi. Una scenografia semplice, una traccia altrettanto scarna, perché quel che aveva in animo di esprimere Piccolo lo ha detto subito: «Potrei risolvere tutto con una semplice parola: vergogna, vergogna, vergogna». Un messaggio diretto ai suoi ex consiglieri comunali, quelli che lo avevano «salutato» già da tempo e quelli che fino all’ultimo atto della sua amministrazione lo avrebbero voluto – così si evince dalle sue parole – «eliminare». Eliminare politicamente, sia chiaro. «Faceva tutto parte di un disegno- ha proseguito l’avvocato- mi si doveva eliminare perché qualcun altro prendesse il mio posto».

Di nomi ne fa, Piccolo e ne ha per tutti i consiglieri suoi ex alleati. Un disegno che a suo parere aveva un filo conduttore dipanato con un unico scopo fin dal principio. «Affamati, mai sazi di potere e di poltrone – dice Piccolo dei suoi ex alleati ora migrati tra le fila di due candidati sindaci avversari – hanno tradito gli elettori, prima ancora che me e il loro mandato. Disertavano il Comune per intere settimane, impedivano agli assessori di riferimento di votare atti importanti, comparivano solo nelle commissioni consiliari e non ricordo una riunione di maggioranza in cui non si sia parlato di potere e di poltrone».

Quanto a lui, sostiene: «Trascorrevo intere giornate al Comune e di certo non per giocare a carte, nell’ultimo periodo ho dovuto sopportare richieste che invocavano tutto e il contrario di tutto: prima volevano una giunta tecnica, poi una fatta con il manuale Cencelli alla mano, poi una politica, poi ancora le dimissioni di un mio assessore tecnico, il tutto mentre le casse comunali versavano in condizioni non floride. Sono andato via, infine, perché essere sindaco senza poter governare la città è una offesa alla dignità e io così non potevo governare».

«Avrò sicuramente commesso degli errori- ammette l’ex sindaco – ma di certo non ho mai utilizzato la carica di sindaco per migliorare la mia condizione economica: nei primi tempi non ho percepito l’indennità rinunciando ad 80 mila euro e anche dopo quel denaro è stato destinato ad uso pubblico, tutte circostanze che posso documentare in ogni momento».  Fa solo un accenno, Piccolo, alla vicenda giudiziaria che poco prima delle dimissioni definitive, che aveva già prima rassegnato, gli è costato un breve periodo di divieto di dimora nella sua città, in relazione all’inchiesta San Domenico e ai fondi utilizzati sì per restaurare il complesso conventuale ma nel mirino della magistratura perché rendicontati quando ancora erano in piedi i cantieri. «Per realizzare un’opera pubblica in soli sei mesi, cosa che mai nessuno è riuscito a fare a Somma Vesuviana, mi sarei anche fatto arrestare»- dice.

Dice, l’avvocato ed ex sindaco, di voler sconfiggere chi fa della politica un mestiere e poi offre, tra gli applausi della platea, la sua solidarietà al dottore Giuseppe Bianco, candidato in pectore del Pd ritiratosi dalla competizione dopo aver dichiarato pubblicamente di aver ricevuto «intimidazioni». «Sono solidale  – aggiunge Piccolo – ma io non desisto, nonostante sia stato bersaglio di violenza fisica e morale». Parlando di violenza fisica, Piccolo si riferisce evidentemente all’episodio che lo ha visto vittima – tempo fa – di un’aggressione da parte di un ex operaio che lo assediava per farsi assegnare una casa.

Saluta «gli amici del Pd», il candidato sindaco e a domanda precisa risponde: «Certo, se votano me non mi dispiace». E lo conforta poco dopo dalla platea un iscritto dei democrat che gli dichiara pubblicamente l’intenzione di votarlo.

Nel corso della serata è stato distribuito un volantino che elenca le opere realizzate dall’amministrazione Piccolo e quelle «in procinto di realizzazione».