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Somma Vesuviana/Sant’Anastasia, processo ai clan, le sentenze: ‘o bersagliere condannato a dodici anni e quattro mesi

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Oggi la sentenza per il processo che vedeva alla sbarra esponenti di due storici clan dell’area vesuviana, i D’Avino e gli Anastasio: tutti gli imputati furono arrestati nel corso di un blitz dei carabinieri di Castello di Cisterna a maggio 2016 e accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, spaccio di stupefacenti e di estorsione aggravata da finalità mafiose. Nel corso delle indagini, avviate dai carabinieri di Somma al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo, furono documentate le attività criminali dei gruppi camorristici dediti alle estorsioni e al traffico di stupefacenti a Somma Vesuviana, Sant’Anastasia e aree limitrofe.

Le due cosche si contendevano la gestione degli affari illeciti nel vesuviano dopo la disgregazione del clan Sarno. Pentiti e intercettazioni documentarono pure- come si legge nell’ordinanza Blusky – l’interesse del clan D’Avino capeggiato da Giovanni noto come ‘O bersagliere, per le elezioni amministrative di Somma Vesuviana, come pure gli atti intimidatori, un tentato omicidio – quello di Mario Schetter anch’egli imputato- e un pestaggio ai danni di un affiliato. Ebbene il Tribunale di Napoli (sezione del Giudice per le indagini preliminari – Ufficio XX) – gup Bruno D’Urso – ha pronunciato le sentenze:

Giovanni D’Avino condannato alla pena di dodici anni e quattro mesi di reclusione

Ferdinando D’Avino, condannato alla pena di sei anni e sei mesi

Stefano D’Avino: sei anni e due mesi

Camillo Giuliano: sette anni

Anna Giuliano: quattro anni

Mario Schetter: dieci anni

Claudio Auriemma: un anno, tremila euro di multa; pena sospesa

Francesco Ioia: sei anni e sei mesi, 22mila euro di multa

Fabio Civita: sei anni, 20mila euro di multa

Michele Iossa: sei anni, 20mila euro di multa

Nadia Bova e Domenico Terracciano: cinque anni di reclusione e 30mila euro di multa, entrambi

Per Raffaele Anastasio, detto Felice (difeso dall’avvocato Rosario Arienzo) il pm aveva chiesto 13 anni e sei mesi di reclusione. La sentenza comminatagli è di un anno e dieci mesi;

Salvatore Esposito, Clemente Di Cicco: nove anni di reclusione

Giuseppe D’Ambrosi: otto anni

Fabio Caruana e Carmine Giordano: quattro anni e sei mesi

Ferdinando Aprile: quattro anni e otto mesi, seimila euro di multa

Domenico Giordano: sei anni, 6mila euro di multa

Assolto per non aver commesso il fatto Giovanni Mosca (difeso dai legali Antonio Abete e Antonio Cardillo)

Per tutti, ad eccezione di Auriemma, è stata disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.  Ferdinando d’Avino, Mario Schetter, Giovanni D’Avino, Salvatore Esposito, Domenico Giordano e Clemente Di Cicco sono stati condannati al risarcimento danni in favore delle parti civili: SoS Impresa, Città Metropolitana, ALILCCO SOS Impresa Confesercenti nonché al pagamento delle spese processuali.