Paura e stupore a Napoli per una Damigella di Numidia a passeggio sul lungomare. L’esemplare è stato recuperato dai medici veterinari del CRAS.
A via Chiaia c’è una damigella che passeggia. Se fosse una ragazza non sarebbe una gran notizia, ma questa volta è un uccello molto raro, simile a una gru, che viene da lontano. Tra lo stupore dei passanti e degli automobilisti, nella mattina di sabato 28 novembre la polizia municipale e i veterinari dell’ospedale veterinario del Frullone hanno recuperato un esemplare di Damigella di Numidia, Anthropoides Virgo.
Le Damigelle di Numidia sono tipiche dell’Asia centrale e dell’Africa. Il lungomare napoletano, quindi, non è certo un luogo dove ci si aspetterebbe un tale incontro. E infatti subito si è pensato a un “afugo”, ovvero a un individuo scappato dalla cattività. «Sono uccelli eleganti, con zampe e collo molto lunghi e dal piumaggio grigio-argenteo. E proprio per la loro bellezza, spesso sono detenute in cattività, come avviene ad esempio per i pavoni» spiega Luigi De Luca Bossa, medico veterinario del Centro recupero Animali Selvatici (CRAS) di Napoli. «Anche il nome rimanda al portamento regale di questi uccelli: gliel’ha dato la regina Maria Antonietta di Francia, quando le vennero consegnati in dono alcuni esemplari».
Dopo essere stata avvistata a Bagnoli il venerdì, sabato è finita nelle mani degli esperti veterinari del CRAS, guidati dal Prof. Alessandro Fioretti, docente di medicina veterinaria alla Federico II e responsabile scientifico del CRAS, insieme a Pasquale Raia, responsabile tecnico della struttura.
Gli operatori del CRAS giunti sul posto hanno visto che la damigella portava un anello FOI (della Federazione Ornicoltori Italiani), segno inequivocabile degli uccelli in cattività. «Gli operatori sono stati molto bravi» spiega De Luca Bossa del CRAS «anche se la Damigella è docile, è comunque un animale molto grosso, alto circa un metro con un’ apertura alare di quasi due metri, e il recupero non è sempre così semplice». Una volta recuperato il malcapitato esemplare gli operatori l’hanno trasportata all’ospedale veterinario, dove dopo l’identificazione sono stati eseguiti i controlli di routine. «L’animale si è presentato in buona salute, anche se molto stanco e disorientato. Vivendo in una gabbia non ha sviluppato i muscoli pettorali atti al volo come i suoi conspecifici, e le 48 ore trascorse in giro per Napoli l’hanno stancato» continua De Luca Bossa. La damigella è stata così rifocillata con acqua e un mangime apposito a base di insetti, e subito si è provveduto a rintracciare il proprietario.
Avvistare una Damigella di Numidia in Campania, quindi, è cosa rara. Sono pochissimi gli avvistamenti in Italia di individui selvatici, e tutti in migrazione. «I primi esemplari furono avvistati sullo stretto di Messina» spiega l’ornitologo del CNR Rosario Balestrieri, «mentre l’avvistamento più recente risale al novembre 2010, alle Vasche di Maccarese nel Lazio, dove un piccolo gruppo di damigelle si confondeva tra le gru che sostavano nell’area, prima di riprendere il lungo viaggio migratorio». Infatti, nei mesi autunnali, in tutt’Italia si possono avvistare le gru in migrazione, cugine delle damigelle. E forse proprio in questo periodo particolare, si è risvegliato l’istinto migratorio della Damigella di Via Chiaia, che è fuggita così dalla sua gabbia.
Stamattina, dopo due giorni, la Damigella è stata riconsegnata al suo proprietario, ma solo dopo che il personale dell’ospedale veterinario ha accertato l’idoneità delle strutture di detenzione e la regolarità dei permessi: è importante assicurarsi che non siano animali prelevati in natura, ma allevati regolarmente e che non siano maltrattati.
Purtroppo aumenta sempre più il numero delle persone che detengono in casa animali non domestici e protetti: da rari uccelli, a serpenti, volpi, scoiattoli, rane e persino grandi felini. Alcuni sono detenuti legalmente, molti nella completa illegalità: catturati in natura, e spesso tenuti in pessime condizioni.
LA NATURA NEL GOLFO







