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Storie di Vite e Terre non confuse e non divise -volti e voci delle Donne di Ucria (Me) e Somma Vesuviana

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Primavera d’inverno ai Balconi di Ucria: i fiori del mistero senza fine bello, quelli dell’eterno femminino, nell’ambito delle Festività Natalizie 2017, vengono celebrati per le preziose virtù che caratterizzano, da sempre, l’altra metà del cielo. Si è scelto di parlare di Balconi dipinti, perché le immagini che li decorano fanno tutte riferimento all’arte d’esser “Donne in Festa”, ricche dei colori dell’anima che vincono ogni altra bellezza e sono magnificamente compositi: si propongono ineffabili, quando fanno emergere le affascinanti magie che transitano tra menti e cuori di figlie, madri, spose, esperte delle vitali cure della famiglia, del focolare e di tutte le attività lavorative, comprese quelle di più recente conquista, cui si dedicano con sapiente e scientifica competenza.

Ludovico Ariosto non può essere smentito: “Le donne son venute in eccellenza/in ogni opra cui hanno posto mano”. I Balconi di Ucria nell’immaginario che li adorna restituiscono alla cittadinanza, che li riscopre, volti noti, presenti e domestici nei giorni di tutti, feriali e festivi Ecco le Donne di Uria colte dal terzo occhio tra brani di città e interni delle loro case, intente alle incombenze quotidiane di casalinghe, artigiane.

Eccole intente a quei sacri lavori in cui tangibilmente si verifica quella biunivoca corrispondenza che le coniuga alla terra del loro amore, della tradizione religiosa, delle impareggiabili opere, ereditate dalla Tradizione e profuse con orgogliosa dignità in nome della Famiglia, della Comunità, della Società, di quei Beni paesaggistici, ambientali, culturali, connotativi della produzione locale.

Quell’antico e sempre nuovo che gli uomini di buona volontà sanno ereditare e tramandare vivificando natura e cultura, diventa attrazione turistica non solo nazionale, e merita dall’Unesco quell’ambito riconoscimento che si deve al Patrimonio dell’Umanità. Ucria ospita l’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche e da anni ci inorgoglisce di un gemellaggio che procede nella consapevolezza di vocazioni e intenti comuni. Storia e Natura hanno, infatti comuni retaggi: l’Etna e il Vesuvio, l’appartenenza a due Parchi nazionali, l’orgoglio dei centri storici, le realtà contadine, le produzioni locali, il rispetto delle tradizioni.

A queste consapevolezze identitarie si aggiunge la giustamente motivata voglia di futuro, determinata anche dall’ appassionata tutela delle radici che ci accomunano, a distanza, ma forti delle medesime esperienze. Di qui i Balconi dipinti di Ucria e, in contemporanea, a Somma Vesuviana l’altro evento culturale espositivo che, riconosce le storie del popolo in quelle di preziose lenzuola.

Conservate con amorevole cura, da ben oltre un secolo, sono state dipinte, di recente, da forti artisti, per essere esposte come panni stesi al sole, in occasione delle Festività Natalizie.

Le lenzuola: la voce della gente, perché ne conoscono la storia intima dalla nascita all’uscita dal mondo, nella sapida lingua vesuviana danno vita alla manifestazione culturale, espositiva, scenico-canora: ‘E LENZOLE: ‘A VOCE D’ ‘A GGENTE. L’antico e il nuovo si raccordano nelle riflessioni, nell’invocazione corale a Gesù nascente, affinché la sua divina volontà e la forza della sua Parola, siano risolutive degli scompensi del nostro tempo travagliato.

La vera storia, intima e segreta degli uomini umani, come si evolve nel corso della civiltà, è affidata ai segreti delle lenzuola. Quella della gente operosa si vivifica nei luoghi della centralità storica delle strutture abitative. Quando tutti i Beni di cui è dotato un Luogo come Somma Vesuviana, sono incentrati in terre di lavoro e secoli di pietre edificate nel culto della civiltà progressiva, è giusto, come si è fatto per Ucria, proporli come patrimonio dell’umanità.