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Terra bruciata

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Da domenica scorsa la terra vesuviana brucia ancora, ed anche stavolta, i mezzi messi in campo pare siano stati insufficienti e poco organizzati per far fronte ad un evento, più che annunciato, imminente.

Ogni anno e soprattutto in quel di Ercolano si attua il rogo selvaggio e stavolta, vento e siccità hanno fatto la loro parte, dando man forte a chi voleva occultare i rifiuti o speculare sulle bonifiche. Ancora una volta quindi, vien da chiederci, dove fossero le istituzioni. Quelle che amano tanto presenziare alle giornate ecologiche, e quelle che preferiscono partecipare ai “Food Festival” mentre le eccellenze vesuviane bruciano tra ipocrisia ed indifferenza.

Sì perché, dopo il luglio scorso, quando il Parco Nazionale del Vesuvio fu vittima di uno dei più gravi ed estesi incendi dal dopoguerra ad oggi, nulla s’è fatto di concreto per arginare il problema degli incendi e di quelle discariche che spesso, ma non sempre, fungono da innesco a sciagure alle quali ormai assistiamo inermi da anni.

Il presidente del Parco Agostino Casillo, prodigo di post telematici e spazi autoreferenziali, non ha ancora pubblicato nulla sugli ultimi incendi di Ercolano, come pare non sia mai stato al corrente di quanto accade da mesi sia a Torre del Greco, presso le cosiddette Montagnelle, sia a Terzigno dove proprio in queste ore brucia nuovamente la pineta, ma neanche lo abbiamo visto reattivo alle prime avvisaglie incendiarie di marzo, quando, stranamente, il Somma prese fuoco proprio mentre inaugurava la restaurata sede del Parco.

Detto ciò, ad un anno giusto dal suo sbandierato protocollo di intesa con la SMA, dove si annunciavano le operazioni di antiincendio boschivo e la ristrutturazione dei sentieri, nulla di sensibilmente apprezzabile è stato fatto. La SMA, società “in house” della Regione, ha sì operato in area Parco ma sistemando le aiuole e i pini delle aree urbanizzate dei 13 comuni dell’area protetta e non i suoi sentieri. L’accordo politico e la demagogia pagano sicuramente di più di quattro gatti che vanno per sentieri.

La sentieristica vesuviana ha visto come unica opera di sistemazione, quelle dei volontari che hanno organizzato le due gare sportive che si sono svolte sul Somma/Vesuvio durante lo scorso mese di maggio, la Sky Marathon e la Mountainbike Race. Una pulizia ad opera e tasca delle associazioni che vi hanno lavorato e dove il parco ha offerto, come al solito, location, stemmino e nient’altro ma in cambio di spot e sentieri puliti da vantare in futuro.

Detto ciò va anche sottolineata l’istanza, da parte del movimento Cittadini per il Parco che ha più volte chiesto lumi al presidente Casillo sulle reali misure messe in atto per contenere i danni dell’ultimo disastroso incendio e cosa si stia facendo contro questi disastri; inutile dire che lo sfuggevole presidente non si è neanche degnato di rispondere alle lecite e legittime domande dei cittadini ed il risultato di tale atteggiamento è sotto gli occhi di tutti.

Che dire di più? Io speriamo che me la cavo! Come diceva il titolo di un famoso libro e un film degli anni ’80, magari il volontariato, quello vero delle emergenze e non quello dei selfie, arginerà ancora una volta lo scempio, farà fronte alle inadempienze e l’ignoranza istituzionali con il reale controllo dell’area protetta e così andremo avanti, finché avremo ancora alberi e territorio da tutelare.