Home Politica Ambiente Terzigno: Piana Tonda tra selfie e monnezza

Terzigno: Piana Tonda tra selfie e monnezza

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Siamo andati, come nostra consuetudine, a verificare i fatti che interessano il nostro territorio e siamo quindi andati a vedere se, le giornate ecologiche che ultimamente vanno tanto di moda, sono tali o se sono il solito spot che piace tanto ai politici e alla anime belle. VIDEO

La prospettiva delle cose cambia a seconda di come uno si posiziona nell’osservarla ma è ovvio che se si va da vicino a vedere certe cose, ma soprattutto se quel qualcuno, va a vederle, allora può avere il riscontro effettivo e un dato di fatto altrimenti soltanto opinabili.

Sabato scorso l’amministrazione terzignese ha invitato il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, a partecipare alla pulizia della pineta di Piana Tonda leggi, splendido bosco all’interno del PNV e nei pressi l’undicesimo sentiero ufficiale dell’ente parco.

Orbene, quando si leggono certe notizie, là dove si parla della “pineta del Vesuvio” che “torna pulita” già la cosa ti puzza ma poi, quando il campo si restringe a Piana Tonda sai che la notizia, più che informativa, è apologetica. In effetti, chiunque avesse minimamente seguito le vicissitudini di Piana Tonda e che avesse un minimo di nozione di causa a riguardo, storcerebbe quanto meno il naso nel pensare che, in una mattinata d’aprile, e per giunta di Sabato Santo, si possa ripulire una pineta oggetto di scarichi continui e di rifiuti stratificati negli anni.

Non c’è riuscita la SOGESID, non l’ha fatto la SMA, ed ora improvvisamente, all’appello del presidente Casillo, che sa ben fiutare gli umori della rete, l’amministrazione di Terzigno vorrebbe risolvere decenni di scarico ed incuria in una botta sola e a scapito di associazioni e dei migranti messi in bella mostra all’occorrenza.

Come infatti dicevamo, sarebbe bastato andare lì sul posto per vedere, non solo il rifiuto raccolto e ammucchiato in attesa di smaltimento, ma anche l’ormai storica discarica, ricca di guaine d’asfalto, eternit, pezzame e materiale di risulta edilizio, nonché il tanto talquale, nuovo e vecchio ed ancora lì stratificato e ricoperto dai rovi.

Risulta chiaro che, ancora una volta, le amministrazioni locali e in questo caso anche l’ente parco, mostrino le loro buone intenzioni, ma quelle che notoriamente lastricano le vie che portano all’inferno, e che, tra un selfie e uno slogan, diffondano il nulla attraverso il comunicato stampa che si fa articolo e il post che fa curriculum, sperando magari di dare un senso alla loro funzione.

Che dire di più davanti a tanta ipocrisia, che dire di più davanti alla tanto decantata pulizia della pineta, quando poi abbiamo trovato ancora i sacconi della SOGESID e il vecchio talquale? Che dire quando lungo il percorso di ciò che resta del sentiero n°11 c’erano i rifiuti della Pasquetta in tutto il loro splendore? Vorremmo dire che le operazioni di facciata non servono a nulla! Perché i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Vorremmo pure dire che un’amministrazione pubblica, degna di questo nome e di questa carica, non si affida esclusivamente al volontariato delle associazioni; non le sfrutta per uno spot, ed eventualmente inizia con queste un percorso progettuale e non crea un palchetto estemporaneo per mostrare quanto si è belli, bravi e buoni a Pasqua.

Va da se che il nobile quanto estetico gesto a nulla è valso poiché chi doveva sporcare lo ha fatto lo stesso, a Terzigno come altrove e questo perché uno sterile gesto non serve a niente quando non si ha la reale voglia di risolvere il problema e lo si vuole semplicemente mettere sotto al tappeto e benché si adduca lo scempio all’inciviltà di pochi, questi pochi, oltre che ben diffusi sul territorio, sono sempre liberi di fare quel che vogliono, anche in una pineta là dove non è comunque permesso fare il picnic, perché in un area protetta non lo si può fare. Questo a meno che, le intenzioni di chi avrebbe diritto e competenza ad agire, così come pure quelle delle altre parti in causa, non siano altre, quali ad esempio e in mancanza di meglio, quelle di fare curriculum per una futura ascesa politica.

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