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Totò, 50 anni dalla morte del «principe della risata»: l’Università gli concede una «laurea». Lui avrebbe preferito una «Laura».

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«Perché il giovanotto è studente che studia e si deve prendere una laura….». Chi non ricorda il famosissimo testo della lettera nella scena tra Totò e Peppino De Filippo in «Totò, Peppino e la malafemmena»? Lui, il principe, lo avrebbe sicuramente riportato alla memoria se avesse saputo che una «laurea» sarebbe prima o poi toccata anche a lui. Non con tutti i crismi, certo. Perché le lauree post mortem non si possono assegnare. Ma un attestato omaggio del mondo accademico ha in questo caso quasi la stessa valenza. A suggerirlo all’ateneo è stato un altro laureato della Federico II, Renzo Arbore. Sarà l’artista foggiano, infatti, a condurre la serata d’onore all’auditorium del centro di produzione Rai di Napoli dedicata a Totò e alla sua città. Sul palco si avvicenderanno importanti nomi del cinema e del teatro. Prima però in calendario c’è la cerimonia alla Federico II (mercoledì 5 aprile).

Ça va sans dire…la cosa avrebbe sollevato qualche polemica in ateneo per la procedura singolare e per il precedente creato. Un omaggio importante e di certo meritato ma siamo certi che il «gigante» Totò, colui che nemmeno volle andare a ritirare il premio alla carriera, una risata se la sarebbe fatta. Preferendo sempre una «laura» a qualsiasi «laurea». In ogni caso l’evento in ateneo è fuori dal calendario delle manifestazioni organizzate per Totò nelle prossime settimane e fino a luglio da Regione, Comune, Suor Orsola Benincasa, Teatri Uniti, Campania dei Festival e Film Commission Regione Campania.

Tra gli eventi, nel rione Sanità, una serata presentata da Alessandro Siani e una mostra dedicata a tutti i volti di Totò.

Previsti anche spettacoli, concerti, installazioni e il concorso per gli studenti «Totó torna a scuola».Ma non è finita: anche nei teatri si terranno numerosi spettacoli. In collaborazione con il Suor Orsola, per esempio, sarà presentato il restauro del film “Miseria e Nobiltà” diretto da Mario Mattoli e girato nel 1954.Infine, le scuole superiori della Campania sono destinatarie di un concorso bandito dall’Assessorato all’Istruzione e alle Politiche sociali.

Il concorso consiste nella rappresentazione di uno sketch tratto da testo teatrale o da film, tra quelli più famosi: le riproduzioni che perverranno dalle scuole, saranno appositamente selezionate da una commissione di esperti di cinema dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

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