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«Un treno per le stelle» al Museo di Pietrarsa

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Un’avventura astronomica nell’area museale fondata da Ferdinando II di Borbone, oggi ponte tra il passato ed il futuro delle ferrovie italiane

Il treno come metafora della vita e dell’evasione, per tutti coloro che immaginano il prossimo viaggio e per una notte, non desiderano altro che uscire a «riveder le stelle». Il Museo Nazionale ferroviario di Pietrarsa, infatti, sabato 23 maggio dedicherà un’intera notte all’osservazione degli astri. «Un treno per le stelle» è il titolo dell’evento realizzato in collaborazione con l’Unione Astrofili Napoletani e prevede l’illustrazione delle Costellazioni nella Sala Cinema dell’area museale e l’osservazione degli astri con la strumentazione presso l’anfiteatro all’aperto. Fino alle 23 ed a partire dal tramonto, gli ospiti della serata saranno protagonisti di un’avventura astronomica a tutto tondo, immersi nell’area museale che oggi crea un ponte ideale tra il passato ed il futuro delle ferrovie italiane, con alcune delle locomotive più affascinanti d’Europa.

Era, infatti, il 3 ottobre del 1839 quando il primo treno della nostra storia, trainato dalla locomotiva Vesuvio, portò Ferdinando II di Borbone e la famiglia reale da Napoli a Portici. Una fedele riproduzione del convoglio, realizzata nel 1939, è esposta nel padiglione delle locomotive, sicuramente il più affascinante dell’intero complesso museale. La locomotiva «Bayard», il tender, un bagagliaio, una carrozza in prima classe accolgono i visitatori all’ingresso, dove spiccano altri esemplari di gloriose e possenti vaporiere così come piccole e brillanti locotender. Uno spazio espositivo tuttavia non riservato solo alle memorie del passato, nè agli interessi degli specialisti e degli addetti ai lavori, ma aperto alla curiosità di tutti e in particolare di chi nel treno legge ancora un simbolo di speranza, di bellezza.

Fino al 31 maggio, poi, il polo museale ospiterà la mostra «Leonardo da Vinci, genio del bene»: un tour interattivo tra le riproduzioni fedeli delle invenzioni e delle opere pittoriche create dal genio toscano. Tutte le macchine sono funzionanti e possono essere toccate e provare per «consentire un’intensa esperienza percettiva e sensoriale».

CAMPANIA CONTEMPORANEA

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