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Valutazioni ambientali: c’è chi dice no.

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Il Ministro Galletti prepara la semplificazione delle procedure. Gli ambientalisti si oppongono.

L’accelerazione della procedure di autorizzazione ambientale è l’ultima pietra dello scandalo delle mosse del governo. Le associazioni ambientaliste contestano la semplificazione della VIA (valutazione di impatto ambientale) che sta trovando posto in un decreto preparato dal Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Dopo mesi di discussioni, a maggio le nuove norme dovrebbero entrare in vigore sbloccando lavori per oltre 21 miliardi di euro. Fino a quando quel testo non ci sarà continueremo a vederle ferme. Continueremo a leggere di ricorsi, interessi e opposizioni di ogni genere. E’ di ieri la notizia che un nuovo parco eolico  in provincia di Benevento, è stato bloccato in attesa proprio  della valutazione di impatto ambientale. Il governo ha preparato un decreto che riunisce in un unico atto tutte le autorizzazioni necessarie. Vuole stringere i tempi, semplificare passaggi e competenze, accelerare i cantieri. La riforma, infatti, inciderà  su tempi scandalosi: 1 anno in media per la verifica di assoggettabilità e 3 anni per la procedura vera e propria. Competenze divise tra enti diversi, dove è facilissimo frapporre ostacoli e veti. Una babele adatta più ad azzeccagarbugli che a seri tutori dell’ambiente. Possibile che Galletti e le Regioni, intendano mortificare i buoni principi degli ambientalisti? L’Italia non è il Paese con la più alta quantità di rischi, dove tutti sono coinvolti e c’è necessità di fare bene e in fretta? Non sembra, invece, che il nuovo provvedimento cancelli quello che di buono (tanto o poco) si è riusciti a concretizzare in questi anni in tema ambientale. Il paragone adoperato da 20 associazioni ambientaliste con la “Legge Obiettivo” di qualche anno fa che rimuoveva d’imperio ogni ostacolo, appare ingeneroso. Francamente nelle anticipazioni ministeriali non si intravedono quelle “opache procedure” di cui parlano le associazioni nel loro appello. Ci vorrà la prova del contrario, il tempo e la concreta applicazione delle norme. Le preoccupazioni del mondo associativo meritano rispetto, ma almeno nella stessa misura di quelle di chi è impegnato a costruire infrastrutture per rendere il Paese un pò più moderno e a non cedersele bloccate per anni. La soluzione a questa triste disputa forse sta in quella parte dell’appello ambientalista a “rafforzare i capisaldi della procedura per renderla più trasparente, tramite un rafforzamento della qualità delle informazioni al pubblico”. Ci può stare. A volte basta poco per andare tutti nella stessa direzione.