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Vesuvio: il bluff dei lavori sui sentieri

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Abbiamo potuto riscontrare la discordanza tra lo stato di alcuni sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio e i lavori che la Città Metropolitana vi avrebbe dovuto svolgere.

Pare che le fiamme nel Parco Nazionale del Vesuvio si vogliano combattere più con le carte che con i fatti poiché, pare, che solo quelle contino; quelle da una parte e le più fantasmagoriche delle ipotesi dall’altra; dal complotto all’attacco criminale, dal malaffare alla camorra; tutto insomma, fuorché affrontare il problema alla radice. La realtà ovviamente è un’altra e nessun tipo di documento e bufala potrà mai nasconderla se la si vuol realmente comprendere, ed è quella che può raccontarvi solo chi realmente conosce quei luoghi e può mostrarvi quello che ha visto, per sottolineare che le cause del disastro vesuviano sono tante, così come le colpe, equamente distribuite come da sempre in questo paese.

Tra le prove inoppugnabili del suo lavoro e del buono stato della sentieristica vesuviana, il presidente del parco adduceva quelle dei lavori fatti grazie ad accordi con i “partner istituzionali” tra i quali menzionava anche la Città Metropolitana vedi ma, alla luce dei fatti, esce fuori un quadro ben diverso da quelle carte pubblicate lo scorso 27 luglio.

Infatti veniamo a sapere che il 30 maggio 2017 vengono portati a termine i lavori di “manutenzione straordinaria delle foreste a contatto con le aree urbane” ad opera degli operai idraulico forestali assunti a tempo determinato dalla Città Metropolitana e quelli assunti a tempo indeterminato dalla Comunità dei Monti Lattari, con uno stanziamento di € 1.209.631,08 da parte della stessa Città Metropolitana.

Tali lavori che comprendevano tra l’altro “la realizzazione di fasce tagliafuoco ed il ripristino di stradelli abbandonati, utili per garantire la viabilità interna nelle aree più inaccessibili” trovano, per nostra costatazione, scarso riscontro nella verifica della realtà di quei luoghi e lasciano parecchi dubbi sulla loro realizzazione a regola d’arte.

I lavori di questo progetto, secondo una relazione sugli interventi effettuati, sono stati iniziati nel maggio 2016 e sono stati portati a termine appunto il 30 maggio 2017 e hanno riguardato alcuni sentieri ufficiali e secondari presenti nel Parco Nazionale del Vesuvio. I sentieri sono i seguenti:

  • nel comune di Ercolano, in località “Sotto i Troni” di proprietà della Città Metropolitana;
  • nei comuni di Massa di Somma e Pollena Trocchia sul sentiero ufficiale n°3;
  • nel comune di Terzigno sul sentiero secondario presso “Piana Tonda”;
  • nel comune di Torre del Greco sul sentiero n°4 presso il “Pian delle Ginestre”.
  • nei comuni di Ottaviano e Somma Vesuviana sui sentieri 1 e 2 del parco presso la “Valle dell’Inferno” e i “Cognoli di Somma” [Sic].

Da nostri sopralluoghi, sui sentieri n°3, “Piana Tonda”, n°1 e n°2, abbiamo riscontrato e documentato che i lavori menzionati dalla relazione, oltre a riguardare solo un tratto parziale di suddetti sentieri, come del resto previsto dal progetto definitivo esecutivo, non risultano corrispondere in buona parte al computo metrico del progetto. Per essere più precisi e, in particolar modo là dove le fiamme del luglio scorso non hanno causato danni come a “Piana Tonda”, si è evidenziata, con foto e video, l’assenza delle fasce frangi fuoco di 5 metri a valle e 5 metri a monte dei sentieri presi in esame. Inoltre i margini di questi sono pieni di sterpaglia, caduta naturalmente ma anche tagliata, ed è rilevante la presenza di cataste di legna spesso addossate agli alberi ancora vivi.

Lungo tutto il sentiero n° 2, fino ad oltre i 900 mslm e quindi ben oltre il sito dei lavori indicato dal progetto esecutivo, sono ancora presenti tronchi tagliati prima dell’incendio ed arsi presumibilmente durante l’ultimo evento. Lo stesso è stato rilevato sul n°3, lungo tutto il tracciato basso che va dalla strada provinciale fino alla località detta “La Traversa” a Somma Vesuviana, per una lunghezza lineare di circa 6 km. Il caso più eclatante resta comunque quello di “Piana Tonda”, là dove pare che abbia operato, a questo punto non si sa con quale apporto, anche la SMA Campania, dove gli alberi bruciati dall’incendio del 2016 sono stati tagliati e accatastati sul posto e dove permangono in centinaia di cataste.

Per quel che concerne il taglio di alberi secchi, previsto nel computo metrico-estimativo del progetto definitivo esecutivo, si parla di “eventuale esbosco” ma non vi è traccia alcuna di chi avrebbe dovuto farlo e sta di fatto che quei tronchi sono rimasti lì fino al sopraggiungere dell’incendio del luglio 2017 ed ancora oggi costituiscono un pericoloso carburante per le fiamme. Inoltre, le piantine allegate al progetto riportano, in alcuni casi, tracciati che risultano essere diversi da quelli presi in considerazione dal testo, per quel che riguarda i comuni di pertinenza, è il caso del numero n°3 i cui lavori avrebbero dovuto interessare una lunghezza lineare di circa 1.900 metri ma sulla cartina allegata risulta rientrare solo nei confini di Ercolano e non Massa di Somma, né tanto meno Pollena Trocchia come specificato dal testo del progetto, a meno che non si faccia riferimento alla proprietà effettiva delle parcelle prese in considerazione.

Abbiamo ancora riscontrato errori legati ai toponimi elencati che differiscono da quelli delle carte IGM 1:25.000, il più comune e preciso riferimento topografico disponibile, come per Piana Tonda che si trova a valle della zona di riferimento progettuale o i Cognoli di Somma là dove si dovrebbe aver operato sui Cognoli Ottaviano e quelli di Levante o le “Baracche Matrone” messe al posto della Casa Cantoniera là dove pare che si abbia pure operato.

Resta comunque da capire chi abbia lavorato lungo quei tratti non previsti dal progetto e che comunque, per approssimazione e pericolosità, non differiscono nella sostanza.

Galleria fotografica sullo stato del sentiero n°3

Galleria fotografica sullo stato di Piana Tonda

Galleria fotografica sullo stato dei sentieri N°1 e N°2