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Vesuvio, il parco nazionale che va in fumo

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Ieri pomeriggio è divampato un altro incendio sospetto in area parco, l’intervento di VVF e della PC di Somma Vesuviana si interrompe con la notte, per riprendere questa mattina con l’ausilio degli uomini della Regione.

Di certo il giorno non poteva che essere dei più indicativi, giusto ieri, nel tardo pomeriggio, forse proprio quando il presidente dell’Ente Parco Casillo inaugurava in pompa magna la riqualificazione del Castello Mediceo vedi ed accoglieva i suoi blasonati ospiti, qualcuno probabilmente dava fuoco al bosco a Monte di Santa Maria a Castello nel comune di Somma Vesuviana.

Gli incendi a marzo sono una consuetudine solo nel Parco Nazionale del Vesuvio e sempre in concomitanza con una nuova presidenza, l’ultima volta era accaduto proprio nel marzo del 2010, con l’allora riconfermato Ugo Leone ed oggi, invece, a dieci mesi dal suo insediamento, Agostino Casillo, se n’è trovato almeno due di incendi da dover fronteggiare, uno rovinoso lo scorso luglio e quest’ultimo ancora in atto.

I nostri dubbi sul dolo sono fondati in primis sul fatto che, per quanto non piova da molto tempo, non stiamo vivendo un periodo di siccità e marzo non è il mese più a rischio per quanto riguarda gli incendi e soprattutto il versante sommano è il più umido del complesso vulcanico Somma/Vesuvio. Inoltre, rimettendo a chi di dovere il responso finale, possiamo confermare che, da una nostra costatazione diretta, ieri sera, verso le ore 23:00, c’erano almeno cinque focolai alquanto distanti tra loro e che divampavano tra Santa Maria a Castello, via Palmetiella e oltre e ad una quota approssimativa tra i 500 ed i 600 metri d’altezza.

Le fiamme pur non essendo alimentate dal vento, si diffondono con lentezza ma inesorabilmente e lambiscono le serre presenti su quel versante del Somma. Non abbiamo riscontrato la presenza in loco della protezione civile, attiva per tutto il pomeriggio nel contenere le fiamme, né le forze dell’ordine e neanche i Vigili del fuoco che invece stanziavano a protezione di un ristorante a Santa Maria a Castello. Interpellati, i pompieri hanno dichiarato la loro impossibilità nell’intervenire in un contesto così ripido e che la Regione avrebbe mandato i suoi addetti l’indomani mattina.

Rimaniamo comunque perplessi davanti a questo ennesimo atto di violenza nei confronti del nostro Vulcano e del Parco che dovrebbe rappresentarlo ma soprattutto vorremmo capire, a nove mesi dal protocollo di intesa tra Parco Nazionale e SMA per le opere di antincendio boschivo e di risistemazione della sentieristica, e da otto dal disastroso incendio estivo, cosa è stato fatto o, per lo meno, cosa si pensa di fare per evitare altre sciagure come quella che stiamo purtroppo ancora una volta vivendo?

Per quel che riguarda la SMA, società in house della Regione, dopo i proclami del giugno scorso allorquando il presidente Casillo dichiarava testuali parole: «Grazie alla partnership con SMA Campania, avvieremo nelle prossime settimane interventi di prevenzione degli incendi boschivi, di risanamento dei sentieri e della segnaletica interna all’area protetta.» vedi

Ad oggi però ci sono stati ben due incendi e il ripristino dei sentieri è ancora affidato al volontariato di chi realmente li percorre. Inoltre, pare che l’opera della SMA sia stata preferita, dai comuni del Parco, per la pulizia delle aiuole comunali e per lo sfoltimento dei pini sul loro territorio urbano leggi, più che usarli come baluardo contro i roghi nei boschi del Somma e del Vesuvio.

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