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Volla. Luce Perpetua per i defunti, altrimenti i vivi non riposano in pace.

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Da sabato mattina il cimitero di Volla e’ occupato da uomini e donne poiché sono state spente le luci alle cappelle, sulle lapidi e sulle fosse dei loro cari defunti.

E’ risaputo che tra i vivi e i morti c’è sempre stato, e continua ad esserci, un legame forte e indiscutibile, specialmente nel popolo napoletano.

A Napoli regna il culto del morto. Per di più, secondo un credo popolare, i vivi conservano un rapporto particolare con i loro cari dopo la morte, per il quale sembrerebbe che i defunti li proteggano dall’aldilà, proprio come se fossero ancora vivi, esaudendo anche i loro desideri.

Queste convinzioni portano ad un attaccamento emotivo ulteriore, e, anche per metabolizzare la perdita, si tende a venerare il defunto tanto da considerare uno sgarro inammissibile qualsiasi tipo di anomalia che faccia venire meno le abituali procedure. Dalla sepoltura, al tumulo, dal marmo alle cornici, dai fiori all’ intoccabile “luce perpetua”.

Al cimitero di Volla peggio non poteva mancare: “La luce perpetua”.

Un manifesto diffuso dal comando della polizia municipale di Volla spiega che dal 31 luglio fino a data da destinarsi è sospeso il servizio di illuminazione votiva perenne ed occasionale delle fosse, dei loculi e delle cappelle. Adesso se all’intoccabile “luce perpetua”, ci aggiungiamo il canone già pagato per tutto l’anno, non c’è da sbalordirsi se da sabato mattina uomini e donne del comune di Volla,  a ragione, hanno occupato il cimitero ritenendo tale disagio, un affronto, un abuso, un’infamità.

Crediamo di aver ben reso l’indignazione e la determinazione di tutti i cittadini.

In effetti il comune di Volla poche settimane fa aveva espletato la gara di appalto per rinnovare il contratto triennale – che sarebbe terminato a fine luglio – e delle 12 ditte presentatesi per la gara, 11 sono risultate escluse, compresa la ditta uscente. E proprio quest’ultima, la Millenium, ha mosso e vinto ricorso al Tar contro l’esclusione dal bando. Il Tribunale amministrativo partenopeo ha, dunque, accolto il ricorso fissando l’udienza per il 12 settembre prossimo. Nel frattempo tutti gli atti relativi alla gara d’appalto sono stati sospesi dal decreto cautelare del Tribunale amministrativo, in attesa dell’esito dell’ udienza del 12 settembre.

Seppur per  restare in tema volessimo ironizzare e ricorrere al detto napoletano “Sul a’ mort’ nu’ ce’ sta’ rimedio”, pare che stavolta anche la propositività dei napoletani a trovare sempre un rimedio fallisce.  Difatti la situazione attuale è che né la ditta risultata vincitrice, né quella uscente e, infine, nemmeno il Comando della locale polizia municipale che gestisce  i servizi cimiteriali ha in consegna l’effettiva gestione del servizio di illuminazione.

“Il comune di Volla non ha dato corretta esecuzione del decreto del Tar interrompendo un pubblico servizio” spiega l’avvocato della ditta uscente Dott. R. De Masi. Mentre invece il  responsabile cimiteriale del Comune dichiara che al momento è impossibile  prendere una decisione essendoci un decreto sospensivo degli atti di gara da parte del Tar.”

Quindi sembra che ai cittadini non resta che pregare: “Eterno riposo donagli, Tribunale Amministrativo Partenopeo, e splendi ad essi (ai morti) la luce perpetua, altrimenti anche per i vivi di riposare in pace non se ne parla.