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Somma Vesuviana, ancora controlli dell’Arma al cimitero comunale

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La verifica dei carabinieri ieri mattina insieme a responsabili dell’Asl, lo scenario trovato dai militari è sempre lo stesso di ottobre 2016 (leggi qui): il luogo sacro è ostaggio del degrado e dell’incuria. Risale inoltre al 6 marzo scorso una diffida del già consigliere Crescenzo De Falco che invita il commissario prefettizio a vigilare in merito ad eventuale proroga del servizio.

Era fine ottobre 2016 quando i carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo, effettuavano controlli e verifiche al cimitero comunale sequestrando un casotto impropriamente adibito ad uffici e constatando il degrado del luogo sacro. Ebbene, dei lavori che furono ritenuti necessari all’epoca – essendo ampiamente trascorsi i 120 giorni prescritti – non vi è traccia o quasi, come ieri mattina hanno dovuto purtroppo verificare gli stessi militari in un sopralluogo al quale hanno preso parte anche responsabili dell’Asl.

Impianti elettrici e idraulici fatiscenti e problemi strutturali agli edifici, Congrega compresa.  Il degrado non è solo alle strutture, giacché fuori dalla cinta del luogo sacro impera il caos: parcheggio selvaggio, ambulanti non censiti, controlli di polizia amministrativa assenti.

Tutto ciò va ad unirsi ad una diffida che il consigliere uscente Crescenzo De Falco, già presidente della commissione Trasparenza, ha indirizzato il 6 marzo scorso al commissario prefettizio Carolina Iovino, inviandola per conoscenza al Prefetto, all’Anac e alla stazione dell’Arma di Somma Vesuviana. Un documento che, appunto, diffida a procedere alla gara servizi cimiteriali.  Ricorda innanzitutto in premessa che il servizio cimiteriale è stato oggetto di numerose proroghe e invita, visti i poteri conferiti al commissario, a vigilare ottemperando ad una eventuale proroga solo dopo espletamento di gara, così come da leggi vigenti.  De Falco sottolinea inoltre, in un post scriptum, la maniera in cui la ditta attualmente in servizio percepisce il denaro: direttamente sui propri conti per trasferirli poi (senza indicare il soggetto preposto al controllo) al Comune. Si chiede, l’ex consigliere, cosa accadrebbe in caso di eventuale revoca, come si farebbe cioè a recuperare i proventi già versati dai cittadini.

 

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