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Somma Vesuviana, il cimitero comunale lasciato all’incuria e al degrado

img_3715Giorni fa i carabinieri effettuarono un sopralluogo per controlli e verifiche generali della struttura in collaborazione con l’Asl, sequestrando poi un casotto impropriamente adibito un po’ ad uffici e un po’ a deposito di materiale. La situazione del luogo sacro è a dir poco incommentabile: fili scoperti, muri deteriorati dal tempo, dall’umidità e dalla muffa. Il vicesindaco D’Avino: «Ridaremo al cimitero il decoro che merita».

Il cimitero di Somma Vesuviana è attualmente gestito dall’azienda napoletana «I Cipressi», la stessa ditta che circa due anni fa subentrò alla «Caronte», ottenendo più tardi una proroga fino a dicembre in attesa di nuova gara. Vi lavorano otto operai più due dipendenti comunali. Che nel luogo sacro regni il degrado più che la pace, sia pur eterna, non è una novità: da anni le condizioni strutturali sono a dir poco carenti e ben poco è stato fatto per riqualificare.

Certo, altri fattori vi hanno messo lo zampino: solo un anno fa il dirigente responsabile fu coinvolto nello scandalo delle tangenti al comune di San Giorgio a Cremano e finì ai domiciliari: per lui si ipotizzò l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla concussione e alla turbativa d’asta. Oggi al suo posto c’è il dottor Ciro Sannino e, per la parte politica, la delega è stata assegnata dal sindaco Pasquale Piccolo al suo vice, l’assessore Clelia D’Avino.

È a lei, dunque, che abbiamo chiesto di commentare i risultati del sopralluogo che i carabinieri della locale stazione hanno compiuto qualche giorno fa in collaborazione con l’Asl. Fatto sta che è sotto gli occhi di tutti una circostanza: l’impianto elettrico è datato, vetusto, impresentabile e non rispondente ad alcuna norma in materia di sicurezza. Della piccola manutenzione si occupa la ditta che gestisce la struttura, ma la macro – gestione dell’impianto elettrico (se vogliamo usare una terminologia facilmente comprensibile) toccherebbe all’Ente comunale.

Non occorre una laurea in ingegneria per cogliere al volo la presenza di fili scoperti, per accorgersi che la cabina centrale è vecchia e circondata da mura umide e ammuffite. Tant’è che i carabinieri, in attesa di visionare la certificazione dell’impianto conservata (è un’ipotesi, diciamo che si spera sia conservata) negli archivi comunali, hanno sequestrato il casotto adibito impropriamente dalla ditta ad una sorta di «ufficio».

Non occorre, ancora, particolare competenza in materia per percepire la vergogna e il degrado che regna nel luogo sacro. No, basta guardare le foto (vedi galleria in basso).

«Come amministrazione abbiamo ereditato una situazione del cimitero comunale non proprio rosea – dice la vicesindaco D’Avino – dal giorno stesso in cui abbiamo avuto la stabilità della delega, ci stiamo occupando di ciò, impegnandoci per ridare la sobrietà ed il decoro che il cimitero comunale merita. A breve chiederemo ai cittadini di fare la propria parte, per quanto di loro competenza, rinnovando le concessioni scadute da decenni, se ancora di loro interesse, e riqualificando i monumenti cimiteriali di cui sono concessionari.  Siamo già a buon punto per quanto riguarda la Congrega del SS Rosario, situazione che siamo riusciti a sbloccare dopo 15 anni. In questi giorni, infatti, gli uffici hanno contattato gli aventi diritto, secondo la graduatoria approvata a metà giugno 2016, per procedere alla sottoscrizione di apposito contratto di concessione e poi si partirà subito con la gara per la ristrutturazione della Congrega stessa. Inoltre, in questi giorni ho chiesto alla maggioranza che l’ampliamento del cimitero divenisse argomento di concertazione».

Quanto all’impianto elettrico, l’assessore D’Avino ribadisce che le «colpe» sono da ricercarsi nel passato: «Ci sarà un altro sopralluogo nei prossimi giorni e sulla base dei risultati decideremo il da farsi. Di certo la situazione non è di oggi».

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